Mortara perde la centralina per l’aria, Futuro Sostenibile chiede l’intervento del sindaco

Da alcuni mesi la qualità dell’aria che si respira a Mortara resta un mistero. Le centraline per il monitoraggio delle polveri sottili sono state spostate senza che, accusa l’associazione Futuro Sostenibile in Lomellina, il sindaco proferisse parola. Come uno struzzo che non vede il pericolo perché mette la testa sotto la sabbia, allo stesso modo l’inquinamento dell’aria non c’è se non lo si cerca. Gli ambientalisti, e i polmoni di tutti i cittadini, non gradiscono l’immobilismo della giunta e lo spostamento delle centraline. Sul finire del 2021 Arpa ha deciso il trasferimento della centralina che rilevava le polveri ultra sottili (PM 2,5) da Mortara a Parona. “Stranamente dal sindaco e dalla sua giunta – accusa Alda La Rosa (nella foto), presidente dell’associazione Futuro Sostenibile in Lomellina - non abbiamo sentito nessuna voce levarsi contro questa decisione. A Mortara le emissioni inquinanti sono prodotte da AsMIA, Eredi Bertè, Sit, Igm, Ima, Sipol, la Panizzina, tutti impianti che esigono controllo e prevenzione integrata dell’inquinamento, conosciuta come direttiva Ippc, che prevede un approccio innovativo per la riduzione degli impatti ambientali con la graduale applicazione di un insieme di soluzioni tecniche per ridurre le emissioni nell’aria, nell’acqua, nel suolo, comprese le misure relative ai rifiuti. Ci chiediamo allora perché l’eliminazione da parte di Arpa dell’unica centralina che misurava le polveri PM2,5 non abbia suscitato nel sindaco me nella sua giunta alcuna reazione”. Eppure come dimenticare che a Mortara sono presenti sette impianti a elevato impatto ambientale, il numero più elevato di impianti cosiddetti Ippc della Lomellina, più numerosi, solo per fare alcuni esempi, di Parona che ne ha cinque, di Ferrera Erbognone che ne ha quattro, di Vigevano che ne ha due. Anni fa l’associazione Futuro Sostenibile aveva proposto di rendere pubblici sui tabelloni luminosi ella città i dati relativi all’inquinamento dell’aria che per mesi avevano creato grande preoccupazione essendo sempre fuori norma. Si trattava di un’utile comunicazione che permetteva ai cittadini di proteggersi con comportamenti adeguati dall’inalazione di polveri sottili dannose soprattutto per i bambini e gli anziani. “Purtroppo – prosegue Alda La Rosa - quella preziosa comunicazione sparì per sempre dai tabelloni della città. E ora sparisce anche l’unica centralina presente che monitorava la qualità dell’aria con le concentrazioni degli inquinanti, degli agenti aerodispersi. Il Comune, certo, è in ogni caso a conoscenza attraverso la piattaforma Aida, a cui ha accesso diretto solo il sindaco e la giunta, dei dati relativi agli autocontrolli emissivi contemplati nelle autorizzazioni integrate ambientali da parte delle ditte Ippc. Crediamo che il sindaco, nel leggere quei dati, non sia così tranquillo soprattutto sapendo che il territorio lomellino ha un preoccupante tasso di neoplasie e di malattie cardiovascolari e polmonari superiore alla media lombarda. E’ importante allora che anche i cittadini siano messi nelle condizioni di conoscere i valori dell’aria che respirano, ma senza nessuna centralina non potranno neanche leggere sul sito dell’Arpa quali e quanti inquinanti atmosferici sono costretti ad inalare”. Tutte queste considerazioni sono state anche inviate al sindaco che ha ricevuto una lettera lo scorso 7 gennaio. Riceveranno mai una risposta?

Luca Degrandi