Mortara, Olga Malsymiv racconta la guerra e l’invasione: «Non permetteremo che Kiev cada»


Mortara si stringe intorno alla comunità ucraina e al popolo che sta subendo, in questo momento, l’invasione della Russia di Vladimir Putin. Olga Maksymiv (nella foto), portavoce della comunità ucraina di Mortara, già organizzatrice in passato di numerose raccolte fondi per l’Ucraina, torna in campo ora che di bisogno c’è n’è ancora di più, e invita i mortaresi a contribuire alle donazioni per fare in modo che in Ucraina possano arrivare dei concreti aiuti umanitari. Olga Malsymiv è nata a Naraiv, nell Ovest dell’Ucraina, e si trova da vent’anni in Italia, da sedici anni a Mortara. Dietro di sé ha lasciato familiari, conoscenti e amici, che ora stanno soffrendo agonie inimmaginabili trovandosi sotto i fuochi di guerra. “Giovedì mattina – dichiara Olga Maksymiv – ci siamo svegliati con la più triste delle notizie. Per fortuna ci sono ancora collegamenti. Il problema è che noi siamo qua, mentre tutti i nostri parenti e amici sono là. La guerra è una parola che conosciamo bene, e che purtroppo ora è diventata realtà anche per noi”. I ragazzi ucraini, afferma la signora Maksymiv, stanno facendo tutto il possibile per resistere, lottare per la patria e respingere l’invasore russo. Sono gli eroi del popolo ucraino. “La Russia non ci sta liberando – ribadisce Olga Maksymiv – e non ci aspettavamo che Putin ricevesse supporto dal presidente della Bielorussia Lukashenko. Anche i bielorussi sono entrati in Ucraina. Kiev è il nostro cuore, e non permetteremo che cada”.

Nessuno qui in Italia oggi può immaginare come ci si sente a non sapere quando sarà il prossimo bombardamento. A Kiev, invece, è diventata la triste realtà. Ci sono ragazzi a cui la guerra ha strappato il diritto all’istruzione, ragazzi che per la stupidità del genere umano e per i desideri imperialistici di pochi uomini sono destinati a morire imbracciando le armi. “Abbiamo ricevuto solidarietà dai nostri amici italiani – commenta la signora Maksymiv – ma riteniamo che la risposta del governo italiano sia stata insufficiente. Gas e luce sono importanti sicuramente, ma ancora di più lo sono le vite umane. Noi ucraini non abbiamo mai fatto niente, e ora i russi hanno occupato i nostri territori. È da otto anni che combattiamo una guerra, da quando la Russia ha occupato la Crimea. Vogliamo soltanto che venga riconosciuto il nostro diritto come popolo all’autodeterminazione. Le sanzioni non bastano perché Putin si è già preparato per affrontarle e se le aspetta. I paesi Nato, gli Stati Uniti e l’Unione Europea devono aiutare l’Ucraina con armi e soldati, perché il nemico è la Russia e noi ucraini non vogliamo finire sotto la Russia”. Si tratta di un invito alla guerra contro la Russia e all’interventismo dell’Italia. Una presa di posizione comprensibile da parte della comunità ucraina, vista l’enorme sofferenza di questo momento. Una proposta forse un po’ più difficile da realizzare effettivamente sulla carta. Meglio l’invio di aiuti umanitari: la comunità ucraina di Mortara si sta organizzando per raccogliere cibo, coperte, vestiti. Il loro pullman va e viene per portare aiuti umanitari. “Ringrazio di cuore – conclude la signora Maksymiv – potete portare le vostre donazioni al mio indirizzo, via Enrico Fermi, 15”.