Mortara: l'Arbogna si trasforma in una discarica a cielo aperto


L’Arbogna versa in uno stato di degrado piuttosto evidente: le immagini parlano da sole. In località cascina Chiappona, dove il corso dell’Arbogna si incontra con il cavo Plezza, si è accumulata una quantità a dir poco indecorosa di immondizia. Tra i rifiuti che qui galleggiano fermati dalle paratie si può trovare del tutto: dai numerosi plateau per le piantine ortive in polistirolo (materiale che quando si degrada diventa dannosissimo per l’ambiente) a fustini e bottiglie di plastica. Ma si possono facilmente riconoscere anche fustini, lattine, contenitori in tetrapak e sacchetti pieni di rifiuti vari.

Un episodio, questo, non certo nuovo per l’Arbogna. Situazioni analoghe vengono infatti spesso registrate anche in territorio di Cergnago e San Giorgio, proprio perché la corrente porta inevitabilmente a valle tutto ciò che proviene da monte.

La regolarità con cui nell’Arbogna sono soliti formarsi cumuli di immondizia soprattutto in prossimità delle paratie, esclude sembra ombra di dubbio che possa trattarsi di rifiuti che finiscono lì accidentalmente o involontariamente. Sembrerebbe invece più convincente l’ipotesi che qualcuno si arroghi il diritto di utilizzare il torrente come propria discarica personale. Qualcuno di così poco lungimirante, a quanto pare, da non rendersi conto della gravità del fatto dal punto di vista ambientale. Tutto questo, se non recuperato, è infatti destinato ad essere trasportato fino a riversarsi nei campi o, dopo un lungo tragitto, addirittura nel mare.