Mortara e Mede: ospedali per il Covid-19. Accesso vietato al Pronto soccorso

Per il sindaco questo momento doveva arrivare: è il giorno in cui le istituzioni hanno deciso chi ha la precedenza nella macchina dei soccorsi. E chi no. Infatti da oggi, mercoledì 18 marzo, saranno chiusi i punti di primo intervento di Mortara e Mede. Le emergenze, ora, sono altre. Serve personale presso le strutture ospedaliere di Vigevano e Voghera, quelle che in questo momento sono messe sotto pressione per affrontare l’emergenza Coronavirus. Ma non è tutto, di fatto il nosocomio cittadino sarà usato come supporto agli ospedali che curano i casi più gravi. Come specificato dalla Asst, infatti, le strutture sanitarie di Mortara e Mede accoglieranno i pazienti affetti da Covid-19 a basso carico assistenziale. “Questo – scrive l’Azienda socio sanitaria territoriale – al fine di drenare l’utenza proveniente dagli ospedali hub”. La comunicazione è arrivata sulla scrivania di Marco Facchinotti nella giornata di ieri, martedì, che immediatamente l’ha diffusa attraverso il suo profilo social. “Era inevitabile!- ha scritto il primo cittadino – Non andate in ospedale a Mortara e Mede! Verranno trasferiti i pazienti guariti ed in semplice osservazione. In caso di necessità contattare il proprio medico curante o i tradizionali numeri attivati”. A stretto giro di posta anche il sindaco di Mede, Giorgio Guardamagna, ha lanciato il suo messaggio. Ovviamente sempre utilizzando Facebook. “La sospensione dell’operatività del nostro punto di primo intervento – afferma il primo cittadino di Mede - non può piacerci, naturalmente, ma mi sento di dover accettare questa decisione in virtù della motivazione che mi è stata anche anticipata dal direttore generale di Asst. Negli ospedali i medici e gli operatori sanitari si infettano, c’è bisogno di rimpiazzarli perché sono al servizio di malati che non possono essere abbandonati. Purtroppo, oggi, siamo al punto di scegliere di soccorrere i bisogni prioritari e, questa decisione, va in quel senso. Auguriamoci che tutto ciò finisca in fretta e, in quel momento ripensare seriamente a cosa significhi la salute, di tutti. Anche per noi”. Ma c’è di più. Molto prima della comunicazione ufficiale, data solo martedì da Asst, medici e infermieri di Mortara erano già stati trasferiti a Vigevano e Voghera. Gli operatori del settore hanno, per così dire, la “consegna del silenzio”. Non possono rilasciare dichiarazioni agli organi di stampa. Eppure i loro racconti drammatici, il loro impegno in prima linea e le storie a lieto fine che potrebbero raccontare meriterebbero più spazio. Invece le notizie vengono date dai vertici dell’Azienda solo con il contagocce.