Mortara Calcio, Fabio Ferrari: “La salute dei ragazzi è la priorità: saggio fermare l'attività"

MILANO - Il calcio dilettantistico lombardo chiude definitivamente i battenti almeno fino al 7 febbraio del prossimo anno. Una decisione, quella presa dal Comitato Regionale, che non è certo arrivata a cuor leggero. Ma che si è dovuta inevitabilmente adattare alle nuove disposizioni stabilite dagli ultimi decreti emanati dal Presidente del Consiglio. Il presidente del Crl Luigi Baretti, tenuto conto di vari aspetti, in primis quelli economici e organizzativi, ha spiegato che nella nostra Regione è meglio per tutti che si torni in campo il prossimo anno. Ma le novità sul fronte calcistico non finiscono qui. Perché la Lega Nazionale Dilettanti e l’Associazione Italiana Calciatori hanno sottoscritto un protocollo che ha il chiaro obiettivo di ridurre al minimo eventuali problematiche di natura economica che potrebbero sorgere tra i giocatori e i club di appartenenza in seguito alla sospensione delle attività sportive. Nello specifico sono state indicate delle linee guida che le società dovranno seguire per il versamento dei corrispettivi maturati tra il 1 marzo e il 30 giugno 2020, periodo del primo lockdown. In un contesto in cui i cambiamenti sono all’ordine del giorno, la speranza che accomuna i dirigenti delle formazioni lomelline è che nel 2021 si possa tornare a vivere il calcio nella sua totalità. “Adesso che sappiamo con esattezza che i campionati riprenderanno l’anno prossimo continueremo a rimanere fermi – spiega il vice responsabile del settore giovanile del Mortara Fabio Ferrari (nella foto) – consentire ai ragazzini di allenarsi ora come ora sarebbe un rischio troppo alto. L’8 dicembre normalmente sarebbero comunque terminati i gironi d’andata e per poter tornare in campo avremmo comunque dovuto aspettare che terminasse la sosta natalizia. Tanto vale quindi aspettare e riprendere a febbraio, nel frattempo continueremo a monitorare la situazione nel caso in cui ci dovessero essere ulteriori sviluppi. I bambini al momento sono più al sicuro a casa loro, in compagnia dei loro genitori. Capisco che il calcio sia per loro innanzitutto un momento di svago e di divertimento, l’obiettivo principale della nostra società è quello di far sì che i ragazzi creino un legame di amicizia che possa andare oltre i semplici allenamenti e le semplici partite. Tuttavia la loro salute deve avere la priorità assoluta. Ci sarà tempo e modo per parlare del resto”.

Edoardo Varese