Mortara è pronta ad accogliere i profughi della guerra e parte la raccolta degli aiuti umanitari

Il grande cuore solidale della città batte dalla parte dell’Ucraina. La complessa, ma ben oliata, macchina della solidarietà si è già messa in moto: alla guida, simbolica, c’è il sindaco Marco Facchinotti che spalanca le porte della città ai profughi. Chi l’avrebbe mai detto da parte di un sindaco leghista. Ma questa, probabilmente, è vista come una guerra diversa dalle altre. Mortara è pronta ad accogliere donne e bambini in fuga dalla guerra. Il posto lo si troverà. Su questo punto non ci sono tentennamenti o polemiche. Facchinotti accoglie i profughi. “Se ce ne fosse la necessità – afferma infatti il primo cittadino – siamo anche pronti ad allestire anche una sorta di dormitorio presso la piccola palestra delle scuole elementari. Purtroppo il Comune non dispone di altri edifici pubblici adatti all’accoglienza di intere famiglie. Nonostante tutto faremo la nostra parte. Se sarà necessario useremo le nostre palestre come punto di ristoro temporaneo. Si tratta di un’ipotesi ancora lontana e certamente provvisoria. Uno stanzone con delle brandine non è il posto adeguato per donne e bambini. Però non ci sottraiamo al nostro dovere di soccorrere gli innocenti che fuggono da un conflitto ingiustificabile. Alla richiesta avanzata dalla Prefettura risponderemo con la nostra disponibilità ad accogliere i profughi come meglio possiamo”. Intanto la raccolta di aiuti materiali è già iniziata. Anche in questo caso c’è lo zampino del primo cittadino. “La referente della comunità ucraina di Mortara – spiega Marco Facchinotti mi ha chiesto un sostegno. Così ho don Marco Torti, che ringrazio, che ha messo a disposizione la multisala di San Pio X come centro di raccolta degli aiuti”. Sono necessari indumenti invernali, come maglioni e calze pesanti, e generi alimentari non deperibili. Soprattutto cibo in scatola a lunga conservazione e che non necessita di cottura. Quindi è consigliato di evitare la pasta o il riso. Meglio carne in scatola o tonno in scatola. Anche i medicinali sono necessari. Soprattutto garze e bende. La raccolta è iniziata martedì pomeriggio, primo marzo, e proseguirà per tutto il tempo necessario. Il primo pullman carico di aiuti partirà verso la Polonia venerdì 4 marzo. Ma la raccolta di aiuti proseguirà anche in seguito. “Del trasporto del materiale raccolto – continua il sindaco – se ne occuperà direttamente la comunità ucraina. Il Comune, invece, sta pensando ad altri gesti per dimostrare tutta la nostra vicinanza nei confronti delle persone che soffrono”. Tra le idee c’è anche quella di illuminare la cacciata del teatro con i colori della bandiera ucraina.

Luca Degrandi