Mirko Mancin: dalla passione per Dylan Dog a “cacciatore” di libri d’epoca dell’Ottocento

Da una comune passione per la lettura dei fumetti in Mirko Mancin (nella foto) è scattato qualcosa che lo ha portato oltre, fino a diventare un “cacciatore” di libri antichi, volumi ottocenteschi e dei primi del novecento, sulle tracce delle prime edizioni del più famoso investigatore del Regno Unito: Sherlock Holmes. Tutto ha avuto inizio con la raccolta dei fumetti di Dylan Dog, tra i suoi preferiti. Poi, da 3 anni a questa parte, incuriosito dalle origini di Dylan Dog, ha voluto scavare in profondità alla ricerca dei predecessori dell’investigatore. Dalle indagini illustrate lette sulla carta è nata l’indagine reale di Mirko Mancin. Una continua ricerca che lo ha condotto alla riscoperta dei volumi che narrano le avventure di uno tra gli investigatori più noti di tutti i tempi: Sherlock Holmes. Questa lettura lo ha poi portato ad appassionarsi moltissimo all’autore delle storie, Sir Arthur Conan Doyle. Ha cominciato dunque a dare la caccia alle sue edizioni originali, ottocentesche e primo novecentesche, sia dei libri che dei racconti. Ed ogni tanto tra un acquisto e l’altro scappa di trovare qualche altro cimelio cartaceo del XIX o del XX secolo. “Tre anni fa – spiega Mirko Mancin – ho deciso di collezionare i materiali di Sir Conan Doyle che molto mi ha impressionato e appassionato. Acquisto i materiali in giro sulla rete, su eBay soprattutto, o alle bancarelle che trovo in giro. Con costanza la mia collezione sta diventando sempre più ampia. Non colleziono solamente la bibliografia di Doyle. Quando capita a buoni prezzi compro anche riviste d’epoca sia italiane che straniere oppure libri di altri autori come Stevenson e il nostro Salgari. Sulle riviste o i giornali non le leggo le notizie solitamente, spulcio soprattutto in cerca dei racconti, se ne trovano di interessanti. Sono molto belle anche le illustrazioni, figlie di una stagione artistica molto attiva e sperimentale. Vedi le riviste di moda francesi e italiane oppure la nota Domenica del Corriere o La tribuna illustrata, sua rivale romana. A volte anche le pubblicità sono molto intriganti e… bizzarre! Ad esempio prodotti ‘farmaceutici’ per sistemare la rotondità del seno. In un numero di Libro e Moschetto, rivista fascista, di cui possiedo un numero del ’40, c’è anche ad esempio un’affascinante pubblicità dell’ILVA con due altiforni e in mezzo una Vittoria alata romana”. La collezione è ordinata per fascicoli, annate e tipologie. Con il tempo potrebbe diventare un vero e proprio patrimonio. Tra le occasioni che capitano in rete può succedere di trovare libri o documenti legati al territorio. “Proprio di recente – spiega Mirko Mancin - sono riuscito ad aggiudicarmi un lotto contenente una lettera del 1811, il periodo napoleonico, di pugno del prefetto di Mortara. Mi sono anche aggiudicato un libro di Francesco Pezza e un volume del Lions Club sulla storia locale”. Nella collezione sono presenti anche, in numero sostanzioso, i romanzi mensili del Corriere, diventati nel Dopoguerra ‘Il romanzo per tutti’, importantissima operazione editoriale promotrice di letteratura di consumo a poche lire. Tra questi è presente anche qualcosa di Doyle. “Per sapermi muovere nella vastissima bibliografia italiana di Doyle ho principalmente due fonti: la bibliografia stilata dal Pirani negli anni ’90, che tuttavia non contiene proprio tutto tutto; il mio amico Gabriele Mazzoni di Empoli che credo sia il più grande collezionista al mondo di Conan Doyle. Da oltre 40 anni accumula materiale. Oggi ne ha talmente tanto da riempire 500 metri di gallerie. Lui praticamente ha tutto ciò che è stato stampato. Ad esempio, lo Strand Magazine ne pubblicava i racconti. Ne sono usciti all’incirca 300 dedicati a Coyle, io ne possiedo 4 mentre questo signore li ha tutti. Spero col tempo di arrivare anche io allo stesso risultato. Per ora ho qualcosa della prima annata, il 1891, e qualcosa di qualche anno successivo. Sono soddisfatto di aver trovato per caso due riviste, in cui sono presenti scritti dell’autore inglese che non erano censite nella bibliografia del Pirani”.

Vittorio Orsina