Minori a carico dei Comuni, Marco Maggioni scrive la legge per far pagare (anche) lo Stato

La proposta di legge per la compartecipazione da parte dello Stato delle spese sostenute dagli enti locali per i minori collocati in comunità di tipo familiare o di istituti di assistenza è stata depositata in Parlamento pochi giorni fa. In soli due articoli l’onorevole Marco Maggioni offre una risposta ad un problema che da anni sta mettendo in crisi i bilanci di molti piccoli e medi Comuni. Tutelare i bambini in affido sgretola le finanze dei piccoli enti. Dall’altro lato uno dei principali diritti dei bambini è quello di avere una famiglia e crescere in un ambiente familiare ed accogliente. Ma il diritto all’infanzia è talvolta drammaticamente negato, tanto da richiedere l’intervento delle amministrazioni pubbliche, su indicazione del tribunale minorile. Però, ormai da anni, i sindaci denunciano una situazione di grave difficoltà poiché faticano a sostenere i rilevanti costi di questo ammortizzatore. Un solo esempio: il Comune di Mortara investe ogni anno circa 250mila euro per pagare le rette dei minori inseriti in strutture protette. In questi casi il tribunale dei minori dispone, il Comune paga. “La realizzazione di servizi per i minori – commenta l’onorevole Marco Maggioni - rappresenta un costo ingente per gli enti locali chiamati ad organizzare e gestire il sistema di protezione e cura dei bambini. Secondo alcune stime, in particolare, il costo che l’ente è tenuto a sostenere ammonta a circa 100 euro al giorno per ogni minore, il che significa circa 3mila euro al mese. Ecco, quindi, che un ente locale è soggetto a costi che, nell’arco di un anno, ammontano a circa 30mila euro per ogni minore, cifra che è tanto più difficile da gestire quanto maggiore è il numero di bambini nei cui confronti è disposta la forma di protezione. Naturalmente, i comuni risentono di ingenti costi ed è nei loro confronti che appare indispensabile un contributo da parte dello Stato”. Così della proposta di legge firmata dal deputato leghista è quella di prevedere una compartecipazione da parte dello Stato dei costi sostenuti da parte dell’ente locale per l’affidamento dei minori a comunità di tipo familiare o di istituti di assistenza.

Luca Degrandi