Messe: prima sì, poi arriva l’alt dai vescovi. Oggi, venerdì, le nuove disposizioni dalla Cel

MORTARA – Contrordine compagni! Prima sì, poi no e per il fine settimana… forse. La questione è quella della celebrazioni delle Messe feriali. Domenica sera l’annuncio: riprendono le celebrazioni delle Messe, ma solo nei giorni feriali, mentre le Messe festive di domenica 8 marzo, e conseguentemente anche le prefestive di sabato 7, sono al momento sospese.

Poi, nel pomeriggio di lunedì è arrivato il dietrofront: niente messe. E a Mortara slitta anche la celebrazione della Prima Confessione.

La Chiesa, dunque, ancora una volta si adegua alle disposizioni di Regione Lombardia e del Ministero della Sanità. Proprio come aveva fatto la scorsa settimana.

“Facciamo quanto ci è richiesto in spirito di obbedienza all’Autorità della Chiesa e di rispetto per le Leggi e le Istituzioni dello Stato. – spiega don Gianluigi Repossi attraverso un comunicato diffuso ai collaboratori delle parrocchie di Mortara – Agiamo anche con l’intento di dare buon esempio di prudenza ed equilibrio insieme, volendo aiutare tutti ad affrontare nel modo migliore questa situazione per noi, fortunatamente, non abituale. Le determinazioni assunte generano conseguenze anche nei confronti di altri aspetti della vita nella comunità cristiana che i documenti ufficiali non prendono direttamente in considerazione, in merito ai quali ho ritenuto però di dare indicazioni Aggiungo che l’obiettivo di queste limitazioni è di ridurre le occasioni di assembramento che aumentano la possibilità di trasmissione non solo del Coronavirus, ma anche dell’influenza comune: vengono pertanto sospese le attività che prevedono per loro natura una maggiore compresenza di persone”.

Nella mattinata dello scorso lunedì 2 febbraio, le campane hanno richiamato i fedeli alla Messa del mattino.

Nel pomeriggio è arrivata la decisione dei vescovi lombardi riuniti a Caravaggio: stop alla celebrazione delle Messe con la presenza del popolo. Una decisione, quella della Conferenza episcopale lombarda, presa in seguito alla comunicazione della Cei che, interpretando il decreto della Presidenza del Consiglio, “invita a non celebrare le Sante Messe feriali con il popolo”.

“Ci riserviamo – aggiungono i vescovi lombardi – di dare altre indicazioni entro venerdì 6 marzo, alla luce di ulteriori sviluppi e delle decisioni delle istituzioni”.

I fedeli restano così senza Messe, una decisione che si conferma senza precedenti: le Messe non erano state sospese durante la peste descritta da Alessandro Manzoni ne “I promessi sposi”, né lo erano state nel periodo della Seconda guerra mondiale.

“ È rimandata a data da destinarsi, presumibilmente dopo Pasqua, la celebrazione della Prima Confessione per i ragazzi del terzo anno di catechismo che doveva tenersi domenica 8 marzo. – si legge nella nota del parroco – I funerali con la Santa Messa potranno essere celebrati solo in forma strettamente privata con la presenza dei soli stretti familiari del defunto. Le chiese resteranno aperte negli orari consueti per la preghiera personale dei fedeli”.

L’oratorio resterà chiuso ed il catechismo sospeso in analogia con la chiusura delle scuole, così come gli incontri per i preadolescenti, gli adolescenti ed i giovani, nonché gli incontri per i gruppi parrocchiali sono sospesi. L’uso degli ambienti parrocchiali e del Villaggio Cappa Ricci è impedito a tutti, salvo espressa autorizzazione del parroco e in considerazione del fatto che le riunioni organizzative non urgenti sono sospese, mentre le riunioni organizzative improrogabili si possono tenere a condizione che vi siano pochi partecipanti.

Per tutte le attività consentite, inoltre, vale il principio adottato negli esercizi pubblici: le persone sono invitate a restare ad un metro di distanza uno dall’altro.