Meno fanghi nei campi, più salute: "La Mortara che vorrei" ora chiede un consiglio comunale aperto


Fare di più. Contro l’uso dei fanghi e a favore della salute dei cittadini. Le due cose sono strettamente collegate. E a “fare di più” dovrebbe essere l’amministrazione comunale. Lo chiede l’associazione “La Mortara che vorrei” che, per bocca di Piero Pezzoli, invoca un consiglio comunale aperto sul tema i fanghi e ambiente. Un tema prepotentemente tornato d’attualità anche grazie alla trasmissione “Report”, andata in onda su Raitre. Un tema che da anni viene criticamente affrontato anche su queste pagine. Tanto più che tra poche settimane nei campi attorno a Mortara inizierà nuovamente la pratica dello sversamento dei fanghi di depurazione urbana ed industriale. Fanghi che vengono utilizzati in agricoltura come fertilizzanti. Il vero problema resta quello dei controlli. Diverse procure hanno individuato aziende che spacciano come fertilizzante prodotti che invece contengono pericolosi inquinanti, che di conseguenza arrivavano sino alla catena alimentare. “Crediamo che l’amministrazione cittadina – commenta Piero Pezzoli - debba fare di più. Un paio di mesi fa è stata presentata a Mortara, una proposta da parte di alcuni consiglieri regionali in cui si chiede di realizzare accordi con Arpa per sottoscrivere una convenzione con l’Agenzia per mantenere costantemente monitorato il nostro territorio e dunque garantire una maggiore difesa di suolo e ambiente. Ce n’è assolutamente bisogno e come associazione sentiamo il coro di cittadini che chiede discontinuità e coraggio. Pensiamo che questo sia doveroso, perché salute ed ambiente sono beni preziosi. Vediamo invece troppo passività nel nostro governo di città e questo non ci piace per nulla. Il nostro invito al sindaco è quello di uscire dalla passività e tanto per iniziare programmare un consiglio comunale aperto a tutti i portatori di interesse”. Alcuni parlamentari hanno presentato in Parlamento una richiesta al Governo per studiare una nuova legge da approvare prima della fine della legislatura. L’obiettivo è arrivare ad una normativa organica che disciplini lo spargimento dei fanghi, soprattutto quelli industriali, e dei cosiddetti gessi di defecazione nei nostri terreni.