Mede: Rsa, prove generali di normalità dopo la tempesta Covid


MEDE – Il peggio sembra passato. Il ritorno alla normalità è lento, ma possibile. Ci sono ancora 14 positivi, di cui solo un paio con ancora sintomi Covid. Inoltre dall’altro ieri, lunedì, sono riprese alcune attività di animazione e, soprattutto, le sessioni di fisioterapia e palestra. La Fondazione Istituzioni Riunite che gestisce la casa di riposo di Mede “raccoglie i cocci” e si rialza dopo un periodo difficilissimo. Fino a inizio dicembre era “Covid free”, resistendo anche alla prima ondata con un numero di contagi pari a zero. Poi, mentre si ventilava l’idea di riaprire alle visite in presenza (le videochiamate non si sono mai fermate) ecco il maxi focolaio e una percentuale di contagi vicina al cento per cento, su più di 110 ospiti. Si era arrivati al paradosso del “liberi tutti”, degli anziani che potevano incontrarsi liberamente, essendo tutti positivi al Coronavirus. Dopo Natale, finalmente, è arrivata la flessione. L’Rsa di piazza Marconi ha pagato un prezzo di 18 decessi. Solo cinque avevano i chiari sintomi del Covid, come la polmonite bilaterale. Negli altri in contagio ha peggiorato patologie pregresse. “Attualmente – precisa Stefano Leva, presidente della Fondazione – la struttura è divisa in due, un reparto Covid e gli altri reparti. Oggi vediamo la luce. Posso assicurare che nessun ospite è stato mai abbandonato, così come il personale. Prendete la frase nel verso giusto: viste le premesse di metà dicembre, poteva andare molto peggio”. La media a pieno regime dell’istituto è di 130 posti letto. Per ora non è possibile rimpiazzare i deceduti: la perdita è anche economica. “Durante la pandemia – prosegue Leva – non abbiamo effettuato nuovi ingressi. Ritengo che sia giusto sottoporre a vaccino preventivo anti Covid chiunque facesse domanda. Tutelerebbe tutti. Il rischio contagi non è sparito, è latente. Quello del vaccino è un tema che nei mesi prossimi dovrà essere per forza affrontato”. Il prossimo giro di tamponi alla casa di riposo di Mede sarà lunedì 18. La speranza è che i dati migliorino ancora. Sulla situazione interviene anche Antonella Bertarello, capogruppo di minoranza per la lista civica “Per Mede… Insieme si può”. “Dopo le nostre proteste riguardo le comunicazioni tardive alle famiglie – dichiara – è stata organizzata una commissione dove è intervenuto il presidente Stefano Leva, che ha spiegato puntualmente la situazione a partire dalla prima chiusura. In materia di contagi, più in generale, sarebbero utili maggiori controlli sul territorio: troppe persone sono incuranti dei divieti e vi sono assembramenti in diversi punti della città. Alcuni sindaci, ad esempio, hanno emesso a tale proposito delle ordinanze specifiche per evitare che troppe persone stazionino davanti a bar o si ritrovino in piazza o in altri luoghi. Si tratta ancora di un periodo molto difficoltoso e grave, la luce in fondo al tunnel è ancora lontana, quindi l’attenzione da parte degli organi preposti, in questo caso il sindaco prima di tutto, deve essere forte”.

Davide Maniaci