Mede: vaccini, richiami in oratorio. Giorgio Guardamagna ci prova

MEDE – Non si può vaccinare all’ospedale di Mede per mancanza di organico. “Ma almeno i richiami effettuateli all’oratorio”. Il sindaco medese Giorgio Guardamagna (nella foto) chiarisce le perplessità non solo della minoranza, ma anche del suo stesso presidente del consiglio comunale, con un comunicato. Non era andata giù a tutti la scelta di Ats Pavia di usare, per le vaccinazioni anti Covid di un’ampia fetta di bassa Lomellina, la Cittadella Sociale di Pieve del Cairo. Una clinica privata. Antonella Bertarello, capogruppo di minoranza e Simone Annibale Ferraris, presidente del consiglio comunale, si erano opposti con forza.

“La strategia del nuovo commissario, il generale Figliuolo – è la comunicazione di Guardamagna – prevede un piano molto rigido, per cui Regioni e Ats devono uniformarsi. Gli hub vaccinali previsti sono i pochi autorizzati: dai tre concessi inizialmente Ats è riuscita ad averne alcuni altri, ma non è stato semplice. La scelta di Pieve del Cairo anche per i nostri cittadini, che non hanno potuto essere vaccinati da noi per motivi vari, nasce dal fatto che Asst Pavia non ha dato disponibilità a vaccinare in ospedale a Mede per carenza di organico”.

Quello che adesso preme al sindaco, come da lui sottolineato, è chiarire e chiedere, con forza, che i richiami di giugno possano essere effettuati in oratorio dai medici di base di Mede. “Se si mantenesse questo orientamento – prosegue Guardamagna – significherebbe spostare più di mille persone da Mede a Pieve e creare un vero esodo che non ha alcun senso, considerato che in oratorio il modello collaudato ha consentito di vaccinare tutti in poco tempo senza problemi e senza spostare nessuno. Mi auguro che queste decisioni siano prese tenendo conto di queste considerazioni: di errori già se ne sono fatti e aggiungere anche questo, veramente, sarebbe il colmo”.

Mede, che ad aprile ha visto drasticamente calare il numero dei positivi al Covid (significa che vaccinare è necessario) rimane dal punto di vista vaccinale un unicum in Italia. Mentre in molte città ci si attarda a immunizzare con la prima dose gli ultraottantenni, qui tutti quelli dai 50 anni in su che hanno accettato il vaccino, sono già a posto. Più della metà dei 6600 abitanti della città. Sopra i 66 anni le persone hanno già beneficiato anche del richiamo. I più giovani aspetteranno giugno, sperando di non doversi muovere da Mede. Durante le vaccinazioni record di inizio marzo, assegnate con priorità a Mede da Regione Lombardia come “compensazione” per due settimane di fascia rossa mentre i dintorni erano in arancione, prima la palestra comunale e poi soprattutto l’oratorio, concesso dal parroco, era diventato un modello di efficienza organizzativa. Tantissimi volontari erano in campo. Per questo, come sottolinea il sindaco, non avrebbe senso non approfittare di un meccanismo già collaudato e soprattutto, vicinissimo.

Davide Maniaci