Mede: stasera in consiglio il funerale della Commissione ospedale e il destino del "Besostri"

MEDE – La mozione sull’abrogazione della Commissione speciale in difesa dell’ospedale è un affare della maggioranza. Contrariamente a quanto ipotizzato all’inizio l’opposizione non l’ha firmata. Anche questo argomento verrà discusso nel consiglio comunale imminente, stasera (mercoledì) in videoconferenza. “Per quanto possa sapere di diritto amministrativo – è il commento di Antonella Bertarello, capogruppo di minoranza – non serve una mozione per revocare una commissione. Questa è stata istituita con una delibera e dovrebbe essere abrogata con un pari atto. Non capisco la logica e lo chiederò in consiglio”. Considerando che la proposta arriva dalla maggioranza, è comunque molto probabile che la mozione venga approvata e che poi, tramite delibera, si agisca in tal senso. La Commissione che prende le parti del San Martino dice “addio” un anno prima della naturale scadenza, quella della primavera 2021 in concomitanza delle nuove elezioni per il ruolo di sindaco. È nata nell’aprile 2018. Durante questo periodo Mede non solo non ha riavuto il suo Pronto soccorso notturno, ma ha perso (si spera temporaneamente) anche quello diurno durante l’emergenza Covid. “Prendiamo atto – si legge nella mozione – del mancato raggiungimento degli scopi, in considerazione della volontà di Asst Pavia di non considerare l’ospedale di Mede come presidio fondamentale per il bacino territoriale della bassa Lomellina”. In altre parole, “nessuno ci ascolta e quindi tantovale abrogare quest’organo consiliare”, nato con le migliori intenzioni. Si saprà stasera la sorte del teatro Besostri (nella foto). La “Fondazione” (così si chiama, ma giuridicamente una fondazione non è) verrà sicuramente liquidata e la struttura di via Matteotti passerà in mano al Comune, che poi a sua volta probabilmente si affiderà a terzi per l’allestimento di una nuova stagione teatrale appena le normative sanitarie permetteranno di riaprire i teatri. Le fatture da liquidare della fondazione ammontano a 28 mila euro. Come aveva già specificato il sindaco Giorgio Guardamagna “la fondazione, dopo la liquidazione, recupererà il proprio credito cedendolo al Comune che, con quei soldi, salderà le partite negative previa procedura di rinegoziazione coi creditori. Sono questi i passaggi ipotizzati”. La discussione sarà nel consiglio comunale di stasera, mercoledì 29, e si preannuncia accesa. La minoranza è da tempo che insiste con “l’avevamo detto”. La stagione 2019-20 del Besostri non è stata programmata già a luglio scorso, ben prima del Covid, proprio per le difficoltà economiche. Ci sono stati solo eventi singoli di vario genere. “Il problema – dichiara Antonella Bertarello, capogruppo di minoranza nella civica “Per Mede… Insieme si può” – è che l’amministrazione comunale ha sbattuto contro una realtà che gli rappresentavamo da tempo. Il teatro è una bella cosa ma che non ce lo si poteva permettere. Ogni volta che osavamo farlo notare venivamo tacciati come “quelli rozzi a cui non sta a cuore la cultura”. Guardamagna non affronta il vero problema: ritengo che, nonostante quello che dica, ci sarà il pagamento dei debiti del teatro da parte del Comune con il trasferimento del credito Iva, che però è notevolmente inferiore rispetto ai crediti dei fornitori che dovranno accontentarsi delle briciole. Mi sembra comunque una situazione abbastanza grave”.

Davide Maniaci