Mede, Simone Annibale Ferraris rompe gli indugi e detta la linea della destra per il voto comunale

MEDE – Alle urne insieme? Sì, ma non con una lista civica pura. Se alleanza dev’essere che sia politica, coi vari simboli. In questo caso sarebbe quello con la fiamma tricolore in basso e un cognome, “Meloni”, a caratteri cubitali, affiancato a quello ovvio della Lega e di Forza Italia. Oppure Fratelli d’Italia si dice pronta a correre da sola sostenendo un centro-destra puro, prettamente politico. Una mossa azzardata che cambierebbe le dinamiche in seno alla maggioranza.

Il primo a rompere gli indugi dell’amministrazione uscente è Simone Annibale Ferraris (nella foto), 46 anni, una lunga carriera politica alle spalle con posizioni di destra e attuale presidente del Consiglio comunale uscente. Se Giorgio Guardamagna per ora è abbottonatissimo (“è ancora presto”, ribadisce, anche se dietro le quinte fervono i lavori per rinnovare il suo mandato in scadenza questa primavera), Ferraris è il contrario. Anche nel 2016 Guardamagna, leghista, si presentò e vinse con una civica che portava il suo nome, con oltre il 56 per cento. Stessa cosa nel 2006 col 52,8 e un terzo candidato, Giuseppe Fassardi, che correva da solo come storico esponente del Movimento Sociale Italiano, e già consigliere comunale a Mede negli anni ‘80. Cinque anni dopo, sindaco eletto Lorenzo Demartini (Lega) per appena sei voti di scarto, il candidato era proprio Ferraris. Quest’ultimo cinque anni fa, nell’ultima tornata, aveva deciso all’ultimo momento di confluire con Guardamagna quando erano già pronte lista e simbolo di una realtà, Fratelli d’Italia, profondamente diversa dallo storico Msi.

“Le indiscrezioni che vedono la maggioranza uscente puntare su una civica, delle quali sento parlare a sproposito – sono le dichiarazioni di Ferraris – mi meravigliano, soprattutto quando mi dicono che gli esponenti di Fratelli d’Italia e Forza Italia verrebbero allontanati. Credo a Guardamagna quando afferma che ancora è prematuro parlarne. Ma vorrei essere chiaro su una cosa: una lista civica pura potrebbe rischiare di privilegiare non la meritocrazia dei partiti, di chi fa politica da sempre e ha dato tutto alla città, ma amicizie personali. Per questo non vedo di buon occhio questa ipotesi. Fratelli d’Italia, partito di cui mi fregio di far parte, vorrebbe ancora essere parte di una squadra vincente e stimata a Mede come quella di Giorgio Guardamagna. Una squadra che deve comunque tenere conto delle realtà politiche che la compongono. Riguardo questi ultimi cinque anni ritengo che si potesse fare di più soprattutto per salvare l’ospedale, mentre su altri problemi si è fatto il possibile. Non è retorica quando dico che il Covid di sicuro non ha aiutato”.

Davide Maniaci