Mede: la Regione premia la famiglia Orbelli, cartolai da 60 anni

MEDE – Aperti dal 1961, sempre con la stessa famiglia dietro al bancone e gli stessi arredi. Cambiano i tempi, cambiano gli acquirenti, cambiano i gusti e le esigenze, ma la cartoleria Orbelli rimane sempre inossidabile in piazza Repubblica. Giuseppe Pellarolo e la moglie Giovanna Gatti guardano la gente che passa fuori dalla vetrina da quarant’anni, e prima ancora lo facevano i genitori di lui, i signori Tino Pellarolo e Maria Orbelli. Figure conosciutissime e amate a Mede. Adesso la cartoleria ha un riconoscimento storico, da appendere nell’album dei ricordi e soprattutto nelle pareti dell’attività: Regione Lombardia l’ha inserita nel prestigioso elenco delle attività storiche e di tradizione. Sono 456 quelle nuove, per una lista che viene aggiornata ogni anno. Solo otto, nel 2022, sono in provincia di Pavia. Solo una è in Lomellina: questa. La lettera firmata dall’assessore regionale allo sviluppo economico, Guido Guidesi, è arrivata nei giorni scorsi. “Il riconoscimento – si legge – è la conferma che la vostra attività rappresenta un patrimonio economico e di tradizioni socio-culturali dei nostri territori molto importante. È il saper fare lombardo, unico e incomparabile, che fa della Lombardia eccellenza nel mondo. Con l’ingegno e la laboriosità lombarda, che vi caratterizzano, rafforzeremo il nostro ruolo di motore economico d’Italia e continueremo ad essere protagonisti in Europa, come è sempre stato”. La signora Gatti ritiene questo riconoscimento come “un omaggio alla suocera”, dalla quale la cartoleria prende il cognome. “Aveva il commercio nel sangue”. “Quando 40 anni fa mio suocero Tino – racconta – ha iniziato a non star bene, ho lasciato il mio lavoro da impiegata per venire a dare una mano. Sono ancora qua… Proprio Tino Pellarolo, che aveva una falegnameria, ha costruito i mobili. Non li abbiamo mai cambiati e non vorrei farlo mai. Noi siamo già in pensione, ma andiamo avanti comunque: nostra figlia lavora in ambito accademico, il genero gestisce altre due attività. Significa che quando noi non ce la sentiremo più, la cartoleria dovrà cambiare gestione. Sarà inevitabile: un altro record di cui siamo fieri è proprio che la famiglia è rimasta la stessa dal primo giorno di apertura. Per questo so che mia suocera sarebbe fiera di questo riconoscimento, e che in qualche modo, da lassù, possa venirlo a sapere”. Intanto i figli e i nipoti dei clienti un tempo giovani vengono ancora, accompagnati. Due o tre generazioni che si ritrovano insieme nel luogo di sempre, e all’acquisto segue sempre l’inevitabile chiacchiera.

“Per stare al passo coi supermercati – prosegue Giovanna Gatti – spesso puntiamo su prodotti nuovi, inconsueti. Mia suocera non lo avrebbe permesso… Siamo fortunati perché il primo grande centro commerciale è a Mortara e, anche se quest’ultima cosa ci dispiace, a Mede le altre cartolerie hanno chiuso tutte”. Neanche Amazon, sito internet sconfinato in cui si trova di tutto, scalfisce la cartoleria Orbelli. Negli anni non c’è mai stata una vera e propria flessione. Niente crisi, mai. “Se non abbiamo una cosa, provvediamo: per noi è pura passione, e abbiamo una gamma vastissima. Non pensate che sia facile fare i cartolai: oltre agli oggetti canonici bisogna avere il coraggio di proporre cose diverse che la gente comprerebbe, e che acquisteremmo anche noi se fossimo clienti”. Venditori di razza, come non ce ne sono più.

Davide Maniaci