Mede: la liquidazione del Besostri, un segreto per pochi intimi. E il verbale dell’assemblea dov'è?

MEDE – L’assemblea del consiglio di amministrazione del teatro Besostri si è svolta sabato 27 giugno, 12 giorni fa, ma ancora non è disponibile un verbale. Tra i punti all’ordine del giorno spiccava il numero 5, “messa in liquidazione del teatro Besostri”. Impossibile per ora ottenere dichiarazioni ufficiali su un tema caro ai medesi, e che ha visto il teatro di via Matteotti sospendere la programmazione della stagione già a settembre, ben prima del Covid, proprio per ragioni economiche. Il sindaco Giorgio Guardamagna vuole prima aspettare i verbali. “Ci sarà poi – dichiara – un seguito in consiglio comunale, ma non vorrei essere scorretto nei confronti della Fondazione e attenderei di avere i documenti ufficiali prima di dare notizie al riguardo”. Interviene Antonella Bertarello. La capogruppo di minoranza è ben più esplicita. “Vorrei rinfrescare la memoria a chi legge – dice – rispetto al fatto che il teatro sarà liquidato con dei debiti che si assumerà il Comune, e che con il meccanismo del credito Iva cercherà di pagare i debiti. Cosa ne sarà del Besostri? Non si sa. Per ora si riparerà il tetto dell’immobile con dei contributi statali, come vuole la delibera n. 56 del 22 giugno, che non era presente nell’ordine del giorno del Cda. Credo che la situazione nel suo complesso sia particolarmente pasticciata, e che siano stati presi provvedimenti tardivi perché la situazione debitoria del Besostri è sempre stata complicata. Ci saranno sicuramente sviluppi futuri. Vedremo se la Corte dei Conti poserà nuovamente l’attenzione su ciò che il Comune ha fatto in questi anni per coprire parzialmente le perdite. Da tempo la nostra posizione era di acquisire la gestione trasformandolo in teatro civico. Invece ora se ne svende la gestione. Si pensi che la provincia di Pavia sta ancora pagando il mutuo per l’immobile… Attendiamo fiduciosi il verbale, ma non credo che questa sarà l’ultima puntata in cui si parlerà del teatro di Mede”.

Davide Maniaci