Mede: il Coronavirus spegne l’entusiasmo del palio d’la Ciaramèla numero 38

MEDE - L’umore non può essere dei migliori. Il palio d’la Ciaramèla, l’evento che a Mede tutti aspettano ogni anno, è saltato. Sarebbe stato domenica 13. Una decisione dolorosa che ha sempre la stessa ragione, il Covid e l’impossibilità di garantire il rispetto delle norme sanitarie. Due eventi animeranno il fine settimana: sabato 12 settembre dalle 21 ecco Memorie del Palio, ricordi, testimonianze e immagini del passato. Da sabato fino a domenica prossima, il 20, presso il castello Sangiuliani i pastelli di Antonia Cattaneo e le fotografie di Alessandra Pisani dedicheranno questa mostra interamente alle donne. Parla Francesca Baldi (nella foto), la presidentessa del circolo Amisani. L’anima culturale di Mede. “Il sentimento generale sia dell’associazione sia della città – spiega la Baldi – ritengo possa essere lo stesso. Spiace a tutti che quest’anno la manifestazione sia sospesa. È stata però una decisione discussa nel tempo. Noi dell’associazione ci siamo confrontati in merito. Sulla base delle restrizioni che già erano previste e che in parte sono rimaste ancora in vigore ad oggi, la manifestazione si sarebbe potuta svolgere? Come? Il vicepresidente dell’associazione Fabrizio Molina ed io abbiamo avuto prima un incontro con il sindaco Giorgio Guardamagna, motivando i nostri dubbi sia per l’esecuzione che per un eventuale pericolo di contagio. Con Guardamagna abbiamo infine sentito i rioni e la maggioranza di essi ha espresso le nostre stesse preoccupazioni. Ricordiamoci che, per mettere in piedi il palio a Mede, ci vogliono mesi di riunioni e di confronti con i rioni, anche perché poi le giornate legate all’evento sono più di una e il primo incontro, viste le norme anti Covid e il periodo di lockdown, abbiamo potuto averlo solo a giugno. Il tempo era già poco. È stato proposto anche di fare solo il gioco, ma, sulla base del regolamento, mancando tutta una parte (dalla consegna del palio, alla messa con la relativa benedizione, alla sfilata), non è possibile considerarlo sufficiente. L’obiettivo del Palio è quello di unire e di coinvolgere la gente in una grande festa. Ricordiamo per altro che il Dpcm ha ribadito che gli stadi non possono avere pubblico all’interno, per cui avrebbero giocato da soli nel silenzio generale”.

Il circolo Amisani è sempre stata concorde sul fatto che i rischi fossero alti, e che i momenti fondamentali del palio avrebbero creato certamente assembramento mettendo a rischio la salute di partecipanti e spettatori. Un dispiacere unanime, con la magra consolazione che anche giochi più storici e celebrati (un esempio per tutti è Siena) hanno dovuto fare i conti con un anno assolutamente particolare e, si spera, unico. “L’Amisani – prosegue la sua presidentessa – ha in programma delle mostre di pittura che non hanno nulla a che fare con il palio. Una sarà la prossima settimana, ed è la stessa che volevamo presentare lo scorso marzo. Esporranno le loro opere la pittrice Antonia Cattaneo e la fotografa Alessandra Pisani. La successiva sarà ad ottobre, Covid permettendo. Mancano i dettagli. A gennaio del 2021 festeggeremo 50 anni dalla fondazione della nostra associazione e vedremo il modo migliore per celebrare degnamente questo anniversario. Certamente vorremmo ricordare tutte le persone che si sono succedute e impegnate con atto di volontariato nel corso degli anni. Pochi mesi fa è venuto a mancare Giuseppe Cardana, uno degli ultimi soci fondatori. Ne sono rimasti due, Antonia Cattaneo e Enrico Baldi. Per cui vorremmo fare qualcosa di importante per ricordare tutti.

Davide Maniaci