Mede: Giorgio Guardamagna suona il suo quarto tempo, sono sei le note nuove nello spartito

MEDE – Tante facce nuove, molti giovani, un profondo rinnovamento, alcune sorprese, molte conferme.

Giorgio Guardamagna rompe gli indugi con un comunicato ufficiale con un filmato su Facebook, il mezzo di comunicazione preferito dal primo cittadino uscente medese almeno dallo scoppio della pandemia in poi.

Va via Guido Bertassi, ma si sapeva. Il vicesindaco è da poco meno di un anno che ha annunciato la propria uscita di scena, e l’ha mantenuta. Continuerà ad occuparsi dell’associazionismo, in particolare degli Amici delle cure palliative.

Esce anche Walter Carena: non vuole avere doppi incarichi, e quindi preferisce restare nel consiglio di amministrazione della Fondazione Istituzioni Riunite. Loro sono i consiglieri che se ne vanno.

Per quelli entranti ci sarà bagarre: la “sfida nella sfida” è raccogliere più voti rispetto ai compagni-concorrenti. Confermati Fabrizio Carena, Patrizia Cei e Moreno Bolzoni, gli altri assessori uscenti. Candidati anche la capogruppo di maggioranza Michela Greggio (è under 40, e Guardamagna non ha mai nascosto di vederla come una buona carta per il futuro), il consigliere Andrea Daglio e il presidente del consiglio comunale Simone Annibale Ferraris, rappresentante di Fratelli d’Italia. Tramontano i rumours che volevano una lista alternativa di centro-destra.

Poi ci sono i nuovi. Marco Correzzola, Martina Fasani, Michela Fornaroli, Lucrezia Prestini, Sara Padovan ed Erica Zanada. Prestini e Zanada presiedono due associazioni, rispettivamente gli Amici della biblioteca e la Pro loco. Significa probabilmente voti, ma anche (in caso di assessorato) un eventuale doppio ruolo, aperto agli attacchi dell’opposizione. “Ho scelto diverse persone, molte giovani, per un indispensabile rinnovamento della squadra – è il commento di Giorgio Guardamagna – che ritengo molto equilibrata: 6 sono uscenti e 6 nuovi, di cui 5 donne. Ma non è stata questione di “quote rosa”, che ritengo una stupidaggine. Che conta sono le persone, a prescindere dal genere: se hanno motivazioni, passione per Mede e sono in qualche modo già inserite nella comunità, con l’impegno in associazioni e nel volontariato, allora sono quelle giuste. E sono davvero soddisfatto delle scelte”.

Poi c’è il programma.

Guardamagna amministra Mede da vent’anni. Per cinque (2011 – 2016) era sindaco Lorenzo Demartini, gli altri 15 in prima persona. Un periodo in cui la città, soprattutto dal punto di vista sanitario, ha sofferto.

“Sulle priorità – prosegue il candidato – certamente saremo attenti allo sviluppo della politica sanitaria regionale soprattutto per il nostro ospedale, in questi anni decisamente ridimensionato pesantemente. Un altro aspetto sarà quello dello studio della rete idrica che con gli ultimi rovesci climatici ha rivelato alcune inadeguatezze. Infine non mancherà l’attenzione alla gestione rifiuti che punterà alla tariffa puntuale, obiettivo da raggiungere assolutamente”.

La sua sarà una lista civica senza simboli, esattamente come nel 2016 quando al cerchio giallo, sobrio, era sovrapposto semplicemente il suo cognome, Guardamagna.

Il centro-destra anche nei giorni scorsi spingeva per presentare anche gli stemmi. Niente: ha “vinto” Giorgio. Compirà 66 anni il prossimo novembre.

“La salute – ha detto nel filmato in cui ha annunciato la ricandidatura – mi assiste, e non è mai voluta meno la mia volontà, così come la mia determinazione, di lavorare per la città. Una scelta che coinvolge molti altri, una progettualità: stiamo costruendo un gruppo con persone più giovani, diverse, in grado di costruire un modello di futuro in continuità, se gli elettori ci premiassero. Finora credo che i risultati siano stati buoni”.

Davide Maniaci