Maxi sequestro di droga, 23 chili di eroina e cocaina: giro d’affari di 700mila euro

VIGEVANO – La banda di pusher operava in gran parte della Lombardia, in particolare nell’hinterland di Milano. Quando i cinque spacciatori marocchini sono finiti in manette, i carabinieri della compagnia di Vigevano guidati dal tenente colonnello Emanuele Barbieri hanno sequestrato 23 chili e mezzo di eroina e 266 grammi di cocaina per un valore totale di 245 mila euro. I guadagni stimati per la cessione di questa droga sfiorano i 700 mila euro. Inoltre i malviventi avevano la disponibilità di 35.500 euro in contanti, denaro anch’esso sequestrato. Un’indagine iniziata più di un anno fa e articolata in varie fasi. L’ultimo atto è datato 9 maggio. L’azione dei carabinieri ha coinvolto una fetta di territorio molto vasta tra Magenta, Rho, Milano, Lodi e Cassano d’Adda. Tutto è partito dal concerto del rapper Ultimo, il 25 aprile 2019 a Vigevano. Durante i servizi di controllo i militari avevano arrestato un marocchino di 26 anni, senza fissa dimora e irregolare, perché trovato in possesso di un pacco di eroina da mezzo chilo. L’evento aveva richiamato in città oltre 5 mila persone da tutto il Nord Italia. L’uomo, fermato presso il ponte sul Ticino, era senza documenti e la sua auto aveva molte parti interne che sembravano “staccate” e svitate, come per nascondere qualcosa. Infatti occultava mezzo chilo di eroina. All’interno c’era inoltre la targa di un’altra vettura. Da quell’episodio erano partite le indagini, spintesi poi nel Milanese. Il 6 aprile di quest’anno, sotterrati nei pressi del cimitero di Corneliano Bertario, frazione di Truccazzano (a est del capoluogo regionale) erano stati recuperati altri tre chili di eroina e tre etti di cocaina. Venti giorni dopo sono stati intercettati tre veicoli e arrestati i conducenti. Nell’operazione i militari hanno messo le mani su ulteriori 19 chili e mezzo di eroina e vario materiale per confezionare lo stupefacente. I carabinieri di Vigevano, avvalendosi sia delle tecniche investigative “classiche” sia dell’attività tecnica, sono riusciti ad appurare l’esistenza di un’associazione a delinquere costituita da cinque cittadini maghrebini tra cui il primo, quello arrestato il giorno del concerto. Rifornivano di cocaina ed eroina un giro di clientela vastissimo, in gran parte a Milano e dintorni. “Presso il cimitero di Corneliano Bertario – proseguono i carabinieri del tenente colonnello Barbieri – abbiamo rinvenuto sotto trenta centimetri di terra sei panetti di eroina, dal peso complessivo di poco superiore ai 3 chili, e un panetto del peso di 300 grammi di cocaina. Proseguendo le indagini, nella nottata tra il 30 aprile e il 1° maggio scorso, nel corso di un dedicato servizio di osservazione e pedinamento, abbiamo intercettato a Truccazzano i tre veicoli in uso ai quattro spacciatori attenzionati”. Questi ultimi, insospettiti, erano riusciti a dileguarsi su due delle tre auto dovendo abbandonare invece una Ford Fiesta grigia. La loro fuga è durata poche ore. Li hanno trovati a Pieve Emanuele e Rho. Sono finiti in manette, accusati del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso tra loro. Si tratta di un pregiudicato trentottenne che vive a San Giuliano Milanese e di un 21enne, incensurato ma irregolare. Inoltre un uomo di 51 anni pregiudicato e un incensurato di 41 anni. Sono tutti marocchini. Gli ultimi tre vivono a Pieve Emanuele. Queste denunce si aggiungono a quella del 26enne irregolare del 25 aprile dello scorso anno. L’ispezione dei veicoli ha consentito, in quell’occasione, il rinvenimento di 19 chili e mezzo di eroina e di materiale vario, destinato alla lavorazione e al confezionamento di stupefacenti, tra cui una pressa artigianale, un frullatore, una bilancia elettronica, contenitori vari e numerosi sacchetti in plastica. Nelle perquisizioni successive ecco ulteriore materiale destinato al confezionamento della sostanza stupefacente e contanti per 35.550 euro, ritenuti proventi dell’attività illecita. I soldi erano ammassati in un bidone di plastica. Come ultimo tassello, il 4 e il 9 maggio scorso, i carabinieri della compagnia di Vigevano hanno svolto un’attività di ricerca complessa e sistematica nelle campagne circostanti il “solito” camposanto di Corneliano Bertario. Con loro anche colleghi delle compagnie di Pavia, Voghera e Stradella, insieme ad unità del nucleo carabinieri cinofili di Casatenovo, nel lecchese, e agenti della polizia locale di Milano. Il terreno ha restituito altri 357 grammi di eroina, custoditi in un sacchetto di cellophane. Erano sepolti anche due bilancini di precisione e un telaio in ferro facente parte di una pressa per il confezionamento della droga in panetti.