Marcia indietro di Lomellina Energia: fanghi solo tra sei mesi. Esulta “La Mortara che vorrei”

PARONA – Per i fanghi al termovalorizzatore se ne riparlerà entro maggio 2021. Di fatto tutto slitta di 6 mesi. È stata Lomellina Energia, che possiede l’impianto, a chiedere a Regione Lombardia la “sospensione dei termini per la presentazione della documentazione integrativa inerente il progetto”, che avrebbe costruito un impianto di trattamento dei fanghi agricoli e industriali (prima essiccati e poi bruciati, per recuperare energia) da 137mila tonnellate annue. Come scrive Lomellina Energia nella persona del suo amministratore delegato, Paolo Angeloni, “serve un periodo temporale congruo con l’esigenza di sviluppare tecnicamente e con la necessaria completezza quanto richiesto”.

Il limite è fissato entro 180 giorni, sei mesi. Di fatto il progetto è bloccato. Se ne potrà discutere ancora l’anno prossimo se arrivassero nuovi elaborati. I primi, che avrebbero illustrato il progetto dell’impianto, erano attesi entro giovedì scorso, il 5 novembre. Molti pensavano che Regione Lombardia, l’ente decisivo a dire “sì” o “no” alla proposta del termovalorizzatore di Parona, non avrebbe creato molti problemi, e che il passaggio dal Pirellone sarebbe stato poco più di una formalità. Non è stato così. Da Milano vogliono approfondire le eventuali emissioni inquinanti del nuovo impianto, e sulla gestione degli scarichi idrici. Tutto questo ha spinto a chiedere la proroga. “Lomellina Energia – spiega il sindaco di Parona, Marco Lorena – ha chiesto alla Regione di prolungare a 180 giorni il tempo utile per rispondere alle domande che riguardavano l’impatto ambientale del nuovo impianto di trattamento dei fanghi in termini di emissioni atmosferiche, rumore e odore, oltre alla richiesta dell’ettaro di terreno su cui fare un bosco come richiesto dal Comune come compensazione ambientale. Il Comune di Parona è soddisfatto delle precisazioni chieste dalla Regione, che testimoniano una vicinanza ai problemi ambientali già presenti nel territorio e che si è esplicitato chiedendo tutte le massime precauzioni possibili. In tal modo si rimane fiduciosi che tutto concorra a ridurre ai minimi termini l’impatto del nuovo impianto”.

L’Amministrazione di Parona ad agosto si era definita “Non contraria, chiedendo valutazioni e compensazioni attente”. Una posizione “di compromesso” che aveva fatto storcere il naso anche alla Consulta comunale per l’ambiente, organo creato dall’amministrazione Lorena durante il suo primo mandato, e ad essa vicino.

Esultano gli ambientalisti. Non c’è dubbio che le loro osservazioni, presentate in varie relazioni proprio a Regione Lombardia in vista della valutazione, abbiano avuto un certo peso. Adriano Arlenghi, mortarese, commenta che: “I complimenti vanno fatti all’associazione “La Mortara che vorrei”, che ha presentato tramite il proprio esperto Bruno Pavesi le proprie considerazioni critiche sull’impianto. Naturalmente non da sola, ma con il contributo di grande densità di diverse altre associazioni che andavano dal gruppo consiliare “Siamo Gambolò” al consigliere comunale di Parona Renato Soffritti, molto conosciuto per le sue battaglie ecologiste, all’associazione Rifiutiamoci, al Wwf e a Futuro sostenibile in Lomellina. Non si bruceranno quindi 137mila tonnellate di fanghi nel prossimo anno, poi si vedrà. Così per il momento possiamo dire che i lomellini potranno respirare sicuramente un’aria un poco più pulita”.

Davide Maniaci