Marangoni protagonista nella Via Crucis di Liszt con il coro del Collegio Borromeo

MORTARA - Alessandro Marangoni protagonista nel debutto discografico del coro dell’Almo collegio Borromeo. Diretti da Marco Berrini, il “loro” maestro sin dagli esordi nel 2017 e tra i più importanti direttori di coro a livello internazionale, i ragazzi del coro pavese hanno scelto la Via Crucis di Franz Liszt, uno dei capolavori della musica sacra dell’Ottocento.

Il talentuoso pianista mortarese, ex alunno del collegio pavese, è protagonista al pianoforte come solista.

Pubblicato dopo una gestazione di una decina d’anni con il titolo “Via Crucis – Le 14 stazioni della Croce” per pianoforte e coro, il lavoro del maestro ungherese appartiene a un capitolo relativamente limitato della sua imponente produzione musicale, quello delle partiture sacre, ma possiede grande intensità drammatica, quasi teatrale nel suo taglio espressivo.

“E’ un lavoro che racchiude più stili e più lingue e non ha esempi analoghi in tutta la letteratura musicale dell’Ottocento. – commenta Alessandro Marangoni – Si compone di quattordici stazioni, brevi “scene” musicali a sè stanti ma unite tra di loro da una logica simbolico-motivica. I testi sono quelli della tradizione cattolica, quindi in latino, ma con alternanza di corali luterani in tedesco. E’ una pagina che sembra dar corpo alle aspirazioni espresse da Liszt nel saggio “La musica sacra del futuro”, allorché illustra un’arte destinata ad accomunare “teatro e chiesa entro una scala colossale” esaltando, grazie alle risorse della musica, i valori rappresentativi della liturgia. Un capolavoro di spiritualità in musica, nonché un compendio straordinario di teologia in musica”.

La Via Crucis di Liszt ha anche un carattere ecumenico: il coro canta anche alcuni corali luterani, così come il pianoforte di Marangoni tratteggia simboli, fa visualizzare letteralmente il percorso di Cristo che sale il Calvario. Pagina di grande difficoltà tecnica e interpretativa per il coro del Borromeo che in pochi anni è già ad un livello artistico di grande eccellenza. Alla fine del Cinquecento, il cugino di San Carlo, cardinale Federico Borromeo, volle che il Collegio avesse un concentus e un gruppo vocale. Oggi il Borromeo continua questa tradizione con una sua Orchestra, diretta dal maestro Denis Zanchetta e con un Coro, nato nel 2017 e diretto dal maestro Marco Berrini.

Da lunedì scorso, 1 marzo, la Via Crucis di Franz Liszt è in edicola abbinato alla prestigiosa rivista musicale Classic Voice.