Maggioni in Parlamento: "Mettete dietro alla lavagna le videolezioni

Per chi suona la campanella? Da settembre il ritorno a scuola sarà reale per tutti gli studenti. Finisce così in soffitta l’idea di proseguire con la didattica a distanza. Eppure qualche tentazione da parte del Governo di proseguire con le video-lezioni c’è stata. Fino al “niet” di Marco Maggioni (nella foto), il deputato mortarese promotore dell’ordine del giorno che chiude la parentesi della scuola digitale. Una proposta accolta dalla maggioranza dell’aula. Mai più aule virtuali e ore davanti ad un computer per seguire le lezioni. I dati relativi a questo tipo di didattica sono impietosi. L’emergenza sanitaria ha messo in evidenza l’inadeguatezza del Paese. “Da settembre – spiega Marco Maggioni – è necessario che tutte le lezioni si svolgano in presenza, poiché i grandi disagi per famiglie e corpo docente hanno dimostrato che al momento la didattica non può che essere fatta in presenza. Basta ricordare che solo il 10 per cento dei docenti ha svolto tutti gli argomenti del programma. Inoltre solo il 68 per cento degli studenti dispone di uno strumento idoneo a seguire una lezione in remoto. Le difficoltà sono enormi e di varia natura. C’è chi non dispone di un computer, chi non ha a disposizione una connessione stabile, chi non possiede le competenze per utilizzare certe tecnologie. Senza dimenticare gli studenti che hanno bisogni educativi speciali che non possono essere assecondati dalla distanza. Non possiamo permettere che ci siano studenti di serie A e di serie B”. Il ritorno in classe equivale ad un ritorno alla democrazia nel campo dell’istruzione. Ma i problemi non sono finiti qui. “Le condizioni del comitato tecnico scientifico – continua il deputato della Lega - rendono praticamente impossibile il ritorno a scuola nel settembre prossimo a causa dell’inadeguatezza delle strutture e della carenza del personale docente. L’ultima trovata è quella di creare dei box per gli alunni della scuola primaria. Ma il ministro forse non si rende conto cosa significa per un bambino restare relegato all’interno di un box di plexiglass. Forse a volte è il caso di fare un bagno di umiltà, riconoscere i propri limiti e ascoltare quello che dal Paese viene detto. Invece il ministro Lucia Azzolina è una campionessa della politica dell’annuncio. E’ stato un eccesso di zelo parlare in ogni momento, oppure semplicemente è abituata a pensare ad alta voce. Intanto nel Paese si crea solo una gran confusione e in questo momento c’è bisogno di tutto, tranne che di confusione. L’apice della confusione è stato raggiunto con l’esternazione degli ingressi a scaglioni con i genitori nel panico che si chiedevano come avrebbero fatto a portare i figli a scuola e conciliare tutto con gli orari di ingresso nel posto di lavoro”.