Luigi Ganimede porta il vaccino al Cortellona (che resta Covid free) ma c’è chi dice: no, grazie!

Somministrate 66 dosi di vaccino Pfizer presso il Cortellona. Tra le giornate di venerdì 15 e sabato 16 l’intera fornitura è stata esaurita. Una campagna “lampo” anti Covid voluta dal presidente Luigi Ganimede (nella foto) che vuole lasciare il virus fuori dalla porta della casa di riposo. Ma non tutti gli ospiti sono stati vaccinati. Alcuni famigliari non hanno dato il nulla osta. Stesso discorso per una parte ridotta del personale. “Sui 45 anziani attualmente ospitati all’interno della struttura – spiega Luigi Ganimede – 40 hanno aderito alla campagna vaccinale. Da parte delle restanti famiglie, invece, non è arrivata la liberatoria. La stessa cosa vale per il personale. La maggioranza si è vaccinata tra venerdì e sabato. Sono pochi i lavoratori che non hanno accettato la vaccinazione. Personalmente ho fatto il vaccino. Si tratta di un mio dovere e l’ho fatto per tutelare me stesso e le persone che mi stanno accanto. Non voglio però entrare in polemica con chi ha scelto in modo diverso. Ognuno ha certamente le sue motivazioni. Su queste ragioni al momento non voglio entrare. La cosa veramente importante, però, è che da maggio non sono più stati registrati casi di contagio. Siamo stati bravi e fortunati”.

Il Cortellona è senza casi di Covid da mesi. Però tra febbraio e marzo dell’anno scorso il virus aveva tragicamente lasciato il segno all’interno della Rsa. Un dramma che ha lasciato una ferita emotiva indelebile in tutta la comunità. Poi all’inizio dell’estate scorsa, dopo la fine della prima ondata, le porte della casa di riposo sono state nuovamente aperte per accogliere nuovi ospiti. Una dozzina in totale. Attualmente sono occupati 45 posti sui 60 disponibili. “Ogni nuovo ospite – aggiunge il presidente della Fondazione - viene sottoposto a tampone e deve trascorrere una quarantena di due settimane in un’ala separata prima di entrare in contatto con gli altri degenti. E’ un protocollo di sicurezza molto stringente e lungo. Per questa ragione l’ingresso di nuovi anziani avviene con tempi decisamente dilatati. Tutto si svolge con la massima prudenza e il buon lavoro svolto in questo senso ci rassicura.

Abbiamo visto quanto sia aggressivo e subdolo questo virus. Ricordo che nel mese di marzo la Fondazione spendeva più di 3mila euro al mese per l’acquisto di ossigeno da somministrare agli ospiti che ne avevano bisogno. Ora che la situazione sanitaria è sotto controllo spendiamo circa 400 euro al mese per l’acquisto dell’ossigeno”. E’ cambiata anche l’età media degli ospiti, che sì è molto abbassata.

“Prima l’età media era di circa 90 anni – puntualizza Luigi Ganimede – mentre oggi, purtroppo, una generazione è stata quasi completamente cancellata. Il vaccino è una speranza e un’opportunità che non deve essere sprecata”.

Luca Degrandi