Lomellina Energia inonda di contributi i paronesi

PARONA – A conti fatti il guadagno per il Comune supererà il milione e 200mila euro. Al versamento una tantum di 200mila euro da utilizzare per “motivi ambientali”, infatti, bisogna aggiungere interventi di “mitigazione ambientale” con un tetto di spesa massimo di un milione di euro da parte di Lomellina Energia. Gran parte di essi serviranno, molto probabilmente, per completare quello che resta della bonifica della discarica in un’area del bosco Acqualunga, lì da decenni. Infine ci sono 45 centesimi di euro per ogni tonnellata di fango conferita al termovalorizzatore. In più ogni famiglia residente a Parona ha diritto, se lo volesse, a un contributo di massimo 250 euro all’anno a patto che sottoscriva un contratto di fornitura a libero mercato di energia elettrica con una società del gruppo A2A.

Dice questo, nero su bianco, la convenzione tra il Comune di Parona e Lomellina Energia che “regola i contributi volontari per compensazione ambientale inerente all’impianto fanghi”. Sorgerà nella seconda caldaia dell’inceneritore dal 2022. C’è un dettaglio: deve ancora essere autorizzato da Regione Lombardia. Ci sarà tempo fino a maggio di quest’anno. Le osservazioni in merito da parte degli ambientalisti hanno spinto palazzo Lombardia a chiedere a Lomellina Energia documentazione integrativa. Il fatto che l’impianto sia ancora un’incognita non sembra costituire un problema: i due enti rappresentati dal sindaco Marco Lorena e dal presidente Fulvio Roncari si portano avanti. Il progetto sviluppato da Lomellina Energia prevede l’installazione, in edifici già disponibili all’interno dello stabilimento di Parona, di componenti d’impianto capaci di trattare fino a 137.500 tonnellate annue di fanghi, alle quali si devono aggiungere i fanghi ricircolati dal depuratore acque interno allo stabilimento, da portare a recupero dopo essiccamento. E poi ci sono le 380mila tonnellate annue di rifiuti “normali”. Gli accordi scadranno il 31 dicembre 2030. Naturalmente potranno essere rinnovati. In caso di mancata autorizzazione, o di ricorsi vinti da parte di soggetti esterni, la convenzione è come se non ci fosse mai stata.

“Dopo aver ottenuto le autorizzazioni, nel primo anno dalla messa in funzione – è il sunto della convenzione – la capacità di trattamento sarà auto-limitata a 82.500 tonnellate annue. Il Comune di Parona trasmetterà a Lomellina Energia, tre mesi prima del termine del periodo di esercizio iniziale, i risultati delle verifiche svolte al fine di individuare oggettivamente la presenza di eventuali criticità olfattive ascrivibili all’impianto fanghi, comprovate dal rilievo in campo secondo le linee guida regionali di livelli di odore significativamente superiori a quanto previsto. Lomellina Energia e il Comune di Parona valuteranno congiuntamente e in buona fede gli esiti delle verifiche e gli eventuali interventi di miglioramento, che sarà cura di Lomellina Energia porre in essere senza indugio”. Inoltre Lomellina Energia si impegna a migliorare lo schema di processo per il trattamento fumi dell’attuale linea 2 del termovalorizzatore, tramite l’inserimento di un modulo DeNOx catalitico. Così gli ossidi di azoto contenuti nelle emissioni in atmosfera della linea 2 potranno, secondo i piani, ricadere all’interno del limite di 80 milligrammi per normal metro cubo previsto per gli impianti di più recente realizzazione.

E poi ci sono le erogazioni in denaro, dirette e indirette. Lomellina Energia per tutta la durata della convenzione mette sul piatto 200mila euro da suddividere con 250 euro all’anno, al massimo, a chi voglia avvalersi della fornitura di energia elettrica di una società del gruppo A2A. Lomellina Energia erogherà il contributo direttamente al fornitore di energia elettrica, che a sua volta lo porterà in detrazione dall’importo delle bollette intestate agli utenti. “Lomellina Energia – prosegue la convenzione – si impegna a riconoscere al Comune di Parona un contributo per compensazione ambientale pari a 0,45 euro per ogni tonnellata di fango conferita all’impianto. Questo “contributo comunale” verrà corrisposto con cadenza semestrale. Lomellina Energia si impegna inoltre a effettuare interventi di mitigazione e miglioramento ambientale a favore del territorio comunale, come la caratterizzazione con eventuali analisi chimico-fisiche, il caricamento, il trasporto, il recupero e lo smaltimento di rifiuti abbandonati su aree pubbliche o in disponibilità comunale, la cui raccolta non sia di competenza del gestore del servizio pubblico di igiene urbana, in progressiva riduzione di un valore di spesa massimo complessivo pari a un milione di euro per tutta la durata della convenzione. Il Comune produrrà formale richiesta di intervento a Lomellina Energia la quale, a suo solo e insindacabile giudizio, provvederà a programmare ed eseguire l’attività. Seguirà una “nota spese”. Infine, entro 6 mesi dalla piena messa a regime dell’impianto (quando, cioè, inizierà a operare con la massima capacità possibile) arriverà un contributo una tantum di altri 200mila euro”. Il Comune potrà utilizzarli per la realizzazione di opere di carattere ambientale ed a vantaggio della collettività o per ulteriori interventi di mitigazione e miglioramento ambientale a favore del territorio comunale da parte di Lomellina Energia.

“La convenzione – è il commento di Marco Lorena – risulta essere un accordo tra due entità caratterizzate da due obiettivi strutturali per lo più antitetici: l’industria che in primo luogo deve fare profitto (oltre ad avere valenza sociale ed ambientale come dovrebbe una società sì quotata in borsa ma con “anima” pubblica) e l’istituzione pubblica che deve soprattutto tutelare il benessere dei cittadini “amministrati” e quindi la “salute” delle persone e dell’ambiente in cui queste persone vivono. Senza chiaramente trascurare il bilancio economico e dei servizi adeguati. Il principale obiettivo di questa amministrazione comunale è stato quello di bilanciare e controllare nel modo più adeguato possibile l’impatto ambientale che comporterà l’attuazione del progetto di essiccazione dei fanghi. Crediamo che il milione di euro messo a disposizione per la messa in sicurezza del bosco Acqualunga risponda bene a queste esigenze e a quanto richiesto dalla Consulta Comunale per l’Ambiente, che ha espresso parere negativo su questo procedimento. Oltre a questo contributo e ai 200mila euro per esigenze “ambientali” sarà previsto, come richiesto in sede di conferenza dei servizi per l’autorizzazione dell’opera, l’impianto di un bosco in una superficie pari ad un ettaro. Per quanto riguarda l’”operazione simpatia” proposta da Lomellina Energia tramite il contributo di 250 euro alle famiglie, il Comune non può che giudicarla positivamente come segno di sensibilità nei confronti della cittadinanza ed in generale come interesse alle esigenze del territorio”.

Davide Maniaci