La strada del riso dei tre fiumi per tornare a recuperare le tradizioni della risicoltura

La valorizzazione della produzione di riso locale e l’incentivazione del turismo di prossimità sono gli obiettivi principali di un nuovo progetto che sta nascendo sul nostro territorio, la Strada del Riso dei Tre Fiumi. L’idea è stata concepita da Cristiana Sartori (nella foto), imprenditrice di origini olevanesi, dal 2002 produttrice di riso biologico e proprietaria dell’azienda agricola DiCristiana di Gambolò. Insieme a lei sta lavorando al progetto Emanuel Di Marco, che si sta occupando della parte burocratica e dei contatti con Regione Lombardia. L’obiettivo iniziale del progetto è quello di riunire tutte le aziende agricole, i Comuni e gli attori interessati. Ci sono stati già tre incontri per definire nei dettagli il progetto e raccogliere le adesioni, l’ultimo dei quali si è svolto giovedì scorso, il 7 luglio. “La strada del Riso dei Tre Fiumi – illustra Cristiana Sartori – è stata pensata e creata per gli amanti del riso. Noi vorremmo recuperare le tradizioni e offrire opportunità nazionali ed internazionali a tutti gli attori grandi e piccoli del mondo del riso. Inoltre, la valorizzazione dei prodotti del nostro territorio potrebbe essere un modo per incentivare anche il turismo di prossimità in Lomellina. I tre fiumi sono quelli che lambiscono il nostro territorio: Ticino, Sesia e Po”. Il progetto è tutto in divenire ed è ancora nella sua fase iniziale, ma i presupposti per realizzarlo e le idee sicuramente non mancano. Si procederà con la creazione di un’associazione di promozione sociale che coinvolgerà produttori biologici e convenzionali, Pro Loco, Comuni, associazioni culturali, alberghi e alberghi diffusi, dimore storiche e castelli, ristoranti e punti di ristoro, artigiani, commercianti e negozi storici per formare un gruppo con competenze tecniche, commerciali e comunicative.

Massimiliano Farrell