La Società storica presenterà “l’ara” di Manilius Iustus dopo il delicato intervento di restauro

VIGEVANO – Oggi alle 10 e 30 al Museo Archeologico Nazionale della Lomellina verrà presentata al pubblico l’ara votiva di Manilius Iustus, restaurata e concessa in deposito al museo a seguito di un accordo stipulato tra la Direzione Regionale Musei, la Società Storica Vigevanese e la Fondazione Istituto di Arti e Mestieri Vincenzo Roncalli, proprietaria del manufatto. L’ara è segnalata per la prima volta nel 1785 dallo storico pavese Siro Severino Capsoni che la vide a Lomello. Venne successivamente portata a Vigevano verso la fine dell’Ottocento e agli inizi del Novecento venne murata nell’atrio di Palazzo Roncalli, ove è stata sostituita da un calco, già inaugurato lo scorso marzo. Il rilievo rappresenta una scena di libagione su un altare prima del sacrificio di un toro. Il celebrante è lo stesso dedicatario dell’altare, Tito Manilio Giusto, come è indicato nell’epigrafe, verosimilmente un notabile locale che compie il sacrificio alla presenza simbolica degli antenati, raffigurati in tre busti posti in secondo piano. L’altare, in marmo di Candoglia, si data nel secondo venticinquennio del I secolo d.C. per lo stile e per i caratteri dell’iscrizione. Il pezzo è di grande importanza per la documentazione archeologica della Lomellina, dove le testimonianze di scultura in materiale lapideo sono estremamente scarse a causa del riutilizzo avvenuto nel Medioevo e nelle epoche successive. La collocazione all’interno del Museo Archeologico Nazionale dedicato al patrimonio archeologico della Lomellina ha la finalità della tutela del reperto e, soprattutto, della sua valorizzazione, rendendolo fruibile a un pubblico più vasto e facendolo dialogare con gli altri reperti provenienti dalla zona, soprattutto con quelli di Lomello, uno dei siti più importanti in età romana. Nell’occasione verrà presentata anche la pubblicazione “Da Lomello a Vigevano. L’ara di Manilius Iustus. Il restauro e la valorizzazione”, a cura di Rosanina Invernizzi, che illustra il monumento tenendo conto di vari aspetti, da quello storico-archeologico, relativo all’interpretazione della scena e dell’iscrizione, a quello documentario, con l’edizione dei documenti archivistici per ricostruire gli ultimi passaggi, a quello più tecnico riguardante l’intervento di restauro. L’intervento di restauro, di realizzazione della copia dell’ara marmorea e della pubblicazione, edita nella collana “Biblioteca” della Società Storica Vigevanese, sono stati finanziati dal generoso contributo della Fondazione di Piacenza e Vigevano e dall’integrativo contributo economico della Società Storica Vigevanese.

Edoardo Varese