“La Mortara che vorrei” promette impegno a 360 gradi per la città


Si chiama Luana Ghirello (nella foto), avvocato di professione, ed è la neoeletta presidente de “La Mortara che vorrei”, l’associazione nata dall’evoluzione dell’ormai ex comitato “No ai fanghi in Lomellina”. Cambia il nome, cambia anche il simbolo ma, soprattutto, si allargano gli orizzonti di un gruppo di persone che pensa ad una Mortara migliore. Verrebbe da dire, ad una società migliore. Il tema del contrasto all’uso scriteriato dei fanghi in agricoltura, per quanto importante, non è più sufficiente a rappresentare tutta la voglia di cambiamento di un gruppo di cittadini che, in comune, ha la voglia di fare, di conoscere, di divulgare informazioni e proporre soluzioni alternative per un miglioramento collettivo della vita dei cittadini. A impersonare tutti questi obietti c’è Luana Ghirello, da tempo impegnata sia nel mondo dell’associazionismo che in quello della politica. Ma proprio su questo aspetto arriva la prima precisazione. “Il nostro scopo principale – commenta la presidente – non è quello di dare vita ad un nuovo soggetto politico. La necessità che ci ha spinto a questo cambiamento è piuttosto l’esigenza di occuparci di diversi temi che riteniamo importanti. Al nostro interno ci sono persone che hanno diversi orientamenti politici, però quello che ci accomuna è il grande desiderio di conoscere i problemi, approfondirli e di proporre soluzioni alternative. Siamo aperti al confronto con tutti, in primo luogo con l’amministrazione di Mortara verso la quale ci poniamo con atteggiamento propositivo”. Una lunga premessa che, però, è indispensabile per sgombrare il campo da qualsiasi equivoco. L’associazione pensa a temi concreti e non alle elezioni comunali. E pensa al coinvolgimento di un numero sempre crescente di cittadini. Un obiettivo che assomiglia ad una missione impossibile. Infatti sia gli amministratori locali che gli abitanti dello stesso territorio non si sono mai dimostrati, salvo sporadiche eccezioni come appunto il Comitato, dei convinti difensori dell’ambiente, della salute cittadina e promotori di politiche “green”. Soprattutto nei centri decisionali gli amministratori locali hanno spesso tenuto un atteggiamento chino rispetto agli interessi economici di società e ditte private. L’associazione “La Mortara che vorrei” tenterà di promuovere un cambio di rotta. “Vogliamo favorire – continua Luana Ghirello - tutte le iniziative che possono incrementare la partecipazione mediante il riavvicinamento dei cittadini alla vita del proprio territorio. Tra i temi che mi stanno più a cuore c’è il contrasto alla discriminazione e alla marginalità sociale. Da anni sono in prima linea contro ogni forma di ignoranza, intolleranza, di violenza, censura, ingiustizia, discriminazione, razzismo, emarginazione e solitudine forzata. Grazie al cambio di statuto dell’associazione abbiamo la possibilità di occuparci di tutte queste questioni. Ma non solo. All’interno del nostro gruppo ci sono persone che hanno competenze per valutare e approfondire anche altri argomenti di interesse pubblico come, ad esempio, il Piano di governo del territorio. E’ un documento tecnico che va studiato, approfondito e conosciuto. Dopo di che faremo le nostre proposte per migliorare servizi e regole urbanistiche”. La vera parola d’ordine è quindi proposta di cambiamento. Un cambio di marcia, sostengono i promotori della nuova aggregazione, che deve essere prima di tutto culturale. Lo statuto parla chiaramente di educazione al rispetto ed alla protezione dell’ambiente, di educazione al rispetto ed alla protezione della legalità e di educazione al rispetto delle pari opportunità. Ma cambiare il modo utilitaristico e personalistico che muove le azioni di buona parte delle persone non è cosa facile. L’esperienza vissuta dal comitato No ai fanghi in Lomellina ne è un esempio chiaro. Costituitosi nell’aprile 2015, il Comitato aveva lo scopo di realizzare un’azione di contrasto informativa, culturale, non violenta, non partitica, contro l’insediamento di aziende altamente inquinanti sul territorio. In particolare lo scopo era quello di impedire l’insediamento della ditta EcoTrass a Mortara. Azienda che, invece, dall’estate del 2019, ha iniziato la sua attività all’interno dello stabilimento costruito in area Cipal. “La conclusione di questa vicenda – conclude Luana Ghirello – non è stata vissuta come una sconfitta, ma come una cocente delusione. Nonostante i nostri sforzi, le nostre denunce, le nostre pressioni, le manifestazioni pubbliche, le analisi autofinanziate dei terreni... insomma nonostante la mole di lavoro enorme che abbiamo svolto, il mondo della politica ha preso una decisione miope. Intendo dire che non ha minimamente preso in considerazione la situazione generale del territorio, non è stato valutato il quadro, drammatico, d’insieme. Un nuovo insediamento, per quanto possa essere poco inquinante, in Lomellina si inserisce in un contesto già drammaticamente compromesso”. Infine, dopo le presentazioni, per l’associazione è già il momento del fare. Tra i primi temi che verranno messi all’ordine del giorno c’è lo studio del Pgt di Mortara, con un particolare focus sui temi della mobilità e del consumo di suolo. E’ prevista anche la richiesta di un intervento straordinario dell’amministrazione comunale per sbloccare la condizione di una linea ferroviaria, la Mortara - Milano, dove viaggiano ogni giorno 8mila mortaresi e lomellini che versa in condizioni assurde per l’incapacità di Trenord di fornire un servizio almeno decente. Priorità anche all’approfondimento riguardo la preoccupante scelta di incenerire i fanghi e l’aumento dei volumi di rifiuti conferiti ormai da tutto il Paese a Parona, presso il termodistruttore. L’associazione afferma che la scelta di bruciare i fanghi farà aumentare l’inquinamento diffuso e peggiorerà le condizioni di salute e le stime di vita degli abitanti del territorio.