“La Mortara che vorrei” contro il 5G: pericoloso per la salute, no a esperimenti sul territorio

MORTARA - Quello lanciato dall’associazione “La Mortara che vorrei” è un appello accorato rivolto a tutti i sindaci del territorio: “fermate la sperimentazione della tecnologia 5G”. Una richiesta ufficiale fatta attraverso una lettera inoltrata a tutti gli amministratori locali della Lomellina. A Mortara una richiesta analoga, avanzata dal consigliere comunale di opposizione Giuseppe Abbà, era già stata respinta. Eppure, al di là degli schieramenti politici, qualche mosca bianca c’è. Ad esempio William Grivel, sindaco di Castello D’Agogna, è stato il primo ad avere il coraggio, è il caso di dirlo, di dire no agli antennoni per la trasmissione dati attraverso la tecnologia 5G. Una presa di posizione dettata dal principio di precauzione, in tutela dei cittadini in assenza di prove scientifiche sugli effetti delle radiazione emesse. Ma William Grivel resta anche l’unico in Lomellina ad avere avuto il coraggio di approvare la moratoria. Tutti gli altri amministratori locali “sonnecchiano”. Ma a dare la sveglia ci pensa l’associazione presieduta da Luana Ghirello. Per gli ambientalisti la Lomellina non deve subire l’ennesimo affronto. La Lomellina è già presa d’assalto dallo spandimento fanghi, è diventata terra di camini, patria delle discariche, casa dell’inceneritore, sede della raffineria e del maxi elettrodotto Terna. Ed ora si prepara ad accogliere a braccia aperte una sperimentazione sulla tecnologia 5G che lascia irrisolti molti interrogativi. “Abbiamo incontrato la dottoressa Fiorella Belpoggi, Dirigente dell’Istituto Ramazzini di Bologna – spiegano dall’associazione La Mortara che vorrei - che ha effettuato e concluso la ricerca sull’impatto dell’esposizione umana ai livelli di radiazioni a radiofrequenza, prodotti da ripetitori e trasmettitori per la telefonia mobile. In questa ricerca, la più completa mai realizzata, il team di ricercatori ha riscontrato aumenti statisticamente significativi nell’incidenza sui tumori del cervello e tumori rari delle cellule nervose del cuore nei topi esposti a radiazioni GSM da 1,8 Ghz. L’intensità delle emissioni utilizzate per lo studio è dell’ordine di grandezza di quella delle esposizioni ambientali più comuni in Italia. La dottoressa Fiorella Belpoggi, e come lei migliaia di altri autorevoli scienziati, ritengono che saremo responsabili verso le nuove generazioni e dobbiamo fare in modo che la tecnologia wireless non diventi il prossimo tabacco o il prossimo amianto, con rischi conosciuti ed ignorati per decenni”. E’ per questi motivi che l’Associazione nelle prossime settimane presenterà la richiesta di sospensione della fase sperimentale del 5G, rivolta ai sindaci dei Comuni della Lomellina. Sospensione già decisa da più di 351 Comuni in tutta Italia. “Speriamo – concludono dall’associazione - vivamente che gli amministratori non si girino dall’altra parte di fronte ad un altro tipo di inquinamento, che va a sommarsi a quello già esistente nella nostra depauperata Lomellina”. E per capire quale sia il solito ruolo della provincia di Pavia, spesso usata come pattumiera della Lombardia, basta pensare alla distribuzione delle antenne sperimentali. Il record non poteva che spettare alla provincia di Pavia con 8 ripetitori. I ripetitori sono previsti a: Brallo di Pregola, Canevino, Cergnago, Mezzana Rabattone, Rognano, Rosasco, Santa Margherita Staffora e Val di Nizza.

Luca Degrandi