“La Mortara che vorrei”...è senza erbacce: il centro città si trasforma in giungla

MORTARA - Come l’anno scorso... e come l’anno prima. Insomma, le parole verde urbano fanno rima con “il solito disastro”. Erba alta, prati poco curati, aree comunali dall’aspetto trascurato e panchine sommerse dalle sterpaglie. Lo stato del verde cittadino non soddisfa. E molti cittadini puntano il dito contro la scarsa attenzione che l’amministrazione comunale rivolge alla cura di strade, marciapiedi e piazze. Proprio tra queste ultime spicca la situazione di piazza Bonaventura Bernini. Intitolata ad un frate “minore”, lo spazio pubblico si presenta come una sorta di foresta urbana. Come testimoniano queste foto, la manutenzione ordinaria dell’area non viene effettuata da tempo. Le erbacce crescono rigogliose lungo i muri della basilica e della chiesa sconsacrata di San Dionigi. Un generale senso di abbandono, insomma, che i cittadini di Mortara, quotidianamente, hanno sotto gli occhi. Eppure è proprio la mancanza di verde, e di un piano per la sua cura e sviluppo, uno dei problemi della città dell’oca. E una delle colpe della politica locale. Così come dice l’associazione la Mortara che vorrei. “Il piano comunale del verde – spiega Elena Puleo, portavoce dell’associazione - è lo strumento principe che gli enti locali hanno a disposizione per programmare un aspetto fondamentale per rendere vivibile una città. Lo abbiamo cercato a lungo sul nuovo sito web del Comune di Mortara. La ricerca è stata vana. Noi pensiamo che se Mortara una volta terminata la pandemia dovrà ripartire, lo dovrà fare anche con strumenti e visioni nuove. Anche per questo motivo abbiamo inviato una raccomandata al Comune chiedendo di essere considerati portatori di interessi diffusi e ascoltati anche nelle scelte preliminari oltre che di indirizzo, nella formulazione del Piano di governo del territorio”. L’associazione ha le idee chiare. Una città più verde, più sana, più attrattiva diventa anche più vivibile e migliora la qualità della vita. Per questo bisogna usare alcuni strumenti di pianificazione. “Chiediamo – continua Elena Puleo – che l’amministrazione faccia il censimento del verde urbano, che rediga un regolamento del verde con tanto di bilancio arboreo. Non sono strumenti obbligatori, ma sono strumenti utili per la pianificazione strategica e sono fondamentali per l’amministrazione per poter pianificare correttamente la gestione del verde pubblico. Il verde pubblico è un bene di interesse collettivo. Anche gli orti sociali pubblici, ipotizzati diversi anni fa, non sono mai stati realizzati a Mortara”.

Luca Degrandi