La Mortara che vorrei... è senza “disinfettante”: l’associazione boccia la sanificazione stradale

MORTARA - L’associazione “La Mortara che vorrei” dice no alla sanificazione delle strade. Lo fa puntando il dito contro la tipologia di prodotti impiegata. Sta tutta qui la differenza tra un’operazione utile e una totalmente inutile, se non peggio. Un confine non da poco, tanto che i membri dell’Associazione tuonano: “Questa pratica di pulizia dlle strade non serve a nulla. Anzi, puo essere dannosa”. Eppure proprio lunedì scorso, 6 aprile, il Comune di Mortara ha effettuato per la seconda volta l’igenizzazione delle vie cittadine. E se per molti si tratta di una sicurezza ulteriore e una precauzione necessaria, per gli ambientalisti la lettura è diametralmente opposta. Ma c’è di più, infatti le parole usate dai membri dell’ex comitato "No ai fanghi in Lomellina" sono durissime. “Questa operazione – afferma la portavoce Elena Puleo - è dannosa, costosa, controproducente e soprattutto inutile. Ora sappiamo che è stato utilizzato il Kitersan, prodotto chimico altamente tossico che, come abbiamo potuto desumere dalla scheda tecnica, è utile per i batteri e completamente inutile contro il Coronavirus, da non disperdere nell’ambiente e con tossicità acquatica acuta. Nella sezione 6 della scheda tecnica vengono altresì disciplinate le misure da adottare in caso di rilascio nell’ambiente e viene espressamente previsto di impedire la penetrazione nel suolo/sottosuolo nonché il deflusso nelle acque superficiali o nella rete fognaria”. Per queste ragioni agli occhi dell’Associazione la sanificazione della città sembrava inutile. “Lo avevamo già detto chiaramente in tempi utili – prosegue la portavoce - sottolineando che la decisione di sterilizzare le strade era quantomeno inutile al fine di combattere la pandemia in corso. Ma allora non sapevamo quali prodotti erano stati utilizzati per questo inutile intervento. Sappiamo di trovarci in una dolorosa emergenza e che per questo è necessario sanificare i luoghi pubblici quali ospedali, scuole, uffici e mezzo di trasporto. Lo dicono gli esperti. Altra cosa è però utilizzare in gran quantità prodotti dannosi e inutili solo per rassicurare la gente”. A rafforzare la tesi c’è anche quanto affermato dall’Ausl (azienda Unità sanitaria locale) di Imola che ha sotenuto pubblicamente che disinfettare o sanificare le strade non ha alcuna dimostrata efficacia quale misura di prevenzione contro il Coronavirus. Nessuna disposizione in tal senso è stata emanata da Oms o dalle autorità regionali e nazionali. “Emblematica – conclude Elena Puleo - è l’analisi compiuta da Arpa Piemonte secondo cui, ferma l’assenza di evidenze circa l’utilità della sanificazione, è assolutamente certo che detta pratica abbia un effetto inquinante e sia altamente irritante per le prime vive aeree di uomini e animali. Riteniamo più importante rivolgere risorse e mezzi verso la sanificazione degli ambienti chiusi. Penso alla bonifica delle discariche abusive disseminate in campagna, alla pulizia meccanica di strade, viali, parchi e all’interruzione dello spandimento fanghi e gessi in modo che, quando questo brutto periodo sarà passato, si possa godere finalmente di un territorio gradevole e capace di restituirci serenità e gioia”.

Luca Degrandi