La montagna ha partorito il topolino: da Asst soltanto tre aule per l’istituto Pollini

MORTARA - Hanno voluto portare la firma della convenzione tra Asst e Provincia in un cortile: una scelta di trasparenza, per rendere pubblico un atto molto importante per tutta la città, ma anche di apparenza. Così tutti i protagonisti hanno potuto parlare e avere una foto. Tutti, o quasi. Tra i protagonisti della battaglia per ottenere maggiori spazi a favore dell’istituto Pollini ci sono, indubbiamente, anche la dirigente Elda Frojo e la vicepresidente della provincia Daniela Bio (nella foto). Tutte e due relegate nel ruolo di spettatrici della “firma - evento” che si è svolta venerdì scorso nel cortile dell’ex Sant’Ambrogio. Eppure Il “caso Pollini” esplodeva proprio su queste pagine, lo scorso 2 giugno, quando la vicepresidente della Provincia, la mortarese Daniela Bio, si era fatta portavoce delle preoccupazioni della dirigente Elda Frojo. Per il Pollini ci saranno a disposizione tre nuove aule. Per il momento tre di numero. E non saranno nemmeno pronte per l’inizio delle lezioni a metà settembre. Insomma, la montagna ha partorito un topolino. Infatti la vera svolta per l’istituto, con circa 700 iscritti, ci sarà solo con la fine del 2021, quando tutto l’ex Sant’Ambrogio potrà essere usato come sede della scuola. E’ questo il vero punto di forza della convenzione siglata tra Asst e Provincia di Pavia. La firma, in pompa magna, è stata apposta venerdì scorso, proprio nel cortile dell’ex ospedale. Il documento mette nero su bianco la concessione in comodato d’uso gratuito dell’intero edificio di via Fagnani. La Provincia si occuperà dell’esecuzione dei lavori necessari per adeguare gli spazi disponibili allo svolgimento dell’attività didattica. Si parte con la “creazione” delle prime tre aule attraverso la demolizione di attrezzature esistenti come, ad esempio, del vecchio ingresso del pronto soccorso. Sul piatto ci sono 120mila euro messi a disposizione dell’ente di Area vasta. “La Provincia – spiega il presidente Vittorio Poma – vive il rapporto con la scuola con grande partecipazione e passione, ma anche con senso di frustrazione. Noi vorremmo fare di più, ma abbiamo attraversato anni difficili, durante i quali non abbiamo potuto investire un euro e lo vediamo nell’inevitabile decadenza di una parte delle strutture scolastiche che avrebbero bisogno di manutenzioni periodiche. Alla Provincia è stata preclusa questa possibilità di investimento, però da un po’ di tempo è cambiato il vento. La politica di spogliazione sistematica delle nostre finanze si è finalmente ridotta. Grazie all’inversione di tendenza c’è una capacità di spesa diversa e oggi siamo in grado di fare interventi impensabili nel recente passato. Immaginiamo quindi un futuro più roseo. In questo quadro la convenzione di Asst ci consente di mettere una pezza su una situazione di emergenza. Valorizzeremo al meglio quello che si può fare in vista della ripresa dell’anno scolastico. Abbiamo messo a disposizione 120mila euro per adeguare gli spazi dell’ex ospedale in tempi compatibili con la ripresa dell’anno scolastico. Se dicessi che le aule saranno pronte il 15 settembre direi una cosa che sta nel mio cuore ma non nella mia testa. Significa che faremo di tutto”. La Provincia è pronta ad utilizzare i cosiddetti ”super poteri”! Infatti grazie alla legge 41 il presidente della Provincia e i sindaci possono esercitare poteri straordinari, un po’ come quelli di un commissario. “In una prospettiva di medio periodo – aggiunge Vittorio Poma – non possiamo immaginare di non lavorare per una nuova sede. Mortara merita un nuovo istituto. Stiamo per assegnare lo studio di fattibilità per la realizzazione del nuovo edificio con uno stanziamento di 85mila euro”. In occasione della firma della convenzione sono intervenuti, oltre a Vittorio Poma, anche il sindaco Marco Facchinotti, il dirigente della Provincia Piergiuseppe Dezza, il direttore di Asst Michele Brait, l’assessore regionale Silvia Piani e il consigliere provinciale Simone Verni. “Quando si affronta un problema per cercare di risolverlo - ha detto l’esponente del Movimento 5 Stelle in regione – è sicuramente un successo per i cittadini. Non è un merito di Michele Brait o del sottoscritto, ma per la comunità. Perché la politica deve essere al servizio dei cittadini. E’ altrettanto vero che i problemi sono tanti e Regione Lombardia è Milano centrica e accentrare tutto in una eccellenza milanese è una strategia sbagliata e da correggere”. La concessione dell’ex ospedale da parte di Asst sarà valida fino al 31 dicembre 2031, fatta salva la possibilità da parte della Provincia di interrompere preventivamente l’accordo qualora si verificasse la condizione di avvenuta esecuzione di una nuova e moderna sede per l’istituto Pollini. “Vogliamo invece scardinare la teoria che la Regione sia Milano centrica – ha invece commentato l’assessore regionale Silvia Piani – perché ci sono evidentemente delle eccellenze anche in provincia di Pavia. Il Pollini rappresenta certamente un’eccellenza in continua evoluzione e crescita. Il merito deve essere riconosciuto soprattutto alla dirigente Elda Frojo e a tutto il suo personale docente. Infatti oggi l’istituto attrae studenti da tutto il circondario”. Infine le parole del primo cittadino. “Seguo da anni la vicenda del Pollini - conclude Marco Facchinotti – e da sempre il problema è stato quello di riuscire a recuperare degli spazi. Il sindaco è sempre la prima pedina in campo sullo scacchiere, il punto di riferimento al quale tutti si rivolgono in prima battuta. Il compito è quello di, tra virgolette, rompere le scatole ai piani alti per far ascoltare le esigenze del territorio”.

Luca Degrandi