La memoria del Burchvif firmata Giamba Mortarino

Di recentissima uscita la nuova collana della Memoria di Adriano, editore multimediale nostrano dedicata soprattutto agli amici della Lomellina, ‘La memoria del Burchvif’. Si tratta di una serie di pubblicazioni dell’associazione Burchvif di Borgolavezzaro che da molti anni si prende cura del nostro territorio grazie alla creazione di Isole di natura. Sono usciti in questi giorni due volumi dedicati agli uccelli presenti in queste isole e al Campo della Ghina presente a Borgolavezzaro dal 1984. La realizzazione di questi volumi digitali ha potuto contare sull’importante figura di Gian Battista Mortarino (nella foto), detto il Giamba, capofila del gruppo ambientale dell’associazione. In un territorio in cui ormai tutto si è appiattito per via delle colture sempre più specializzate e invasive nei confronti dell’habitat originario, per scopi meramente venali e produttivi, il Burchvif ha creato dei luoghi in cui si preservasse la diversità biologica di queste parti e la sua inestimabile e insita bellezza. Le pubblicazioni appena uscite sono una documentazione che va rendere sistematico l’operato dell’associazione nei decenni. Non è assurdo sentir parlare di isole nella nostra pianura: non è l’acqua qui a fare il mare, ma l’uniformità e la piattezza delle monocolture intensive. Il Campo della Ghina, a cui è dedicato uno dei volumi, risale al 1984 nei suoi primi albori. Qui si sono creati una serie di microhabitat caratteristici della Pianura padana con un ontaneto, un canneto un laghetto con un isolotto accessibile tramite un ponticello di legno. Questi sono poi stati arredati con la vegetazione autoctona più consona. Ad oggi la Ghina è a tutti gli effetti un piccolo giardino botanico in cui si conservano rare o poco frequenti specie vegetali. I volumi sono composti principalmente di fotografie, forse lo strumento migliore per raccontare la natura nelle sue varie sfaccettature. È anche un modo per creare una storia fatta di immagini più che di documenti e per tastare con occhio oltre che con mano il buon operato dell’associazione. E nella sua maniera può contribuire ad esaltare quella piana bellezza di natura che spesso, presi dalla foga del vivere d’oggi, ci scordiamo di osservare e amare.

Vittorio Orsina