La lotta di classi diventa guerra tra poveri: o perde Mede, oppure Pieve del Cairo

MEDE – L’incontro in Prefettura è stato mercoledì scorso e ne seguiranno altri, ma la situazione è ben lontana dall’essere risolta. Molti non credono che ci sarà mai la terza sezione della prima media a Mede, nonostante il numero degli iscritti (56, con altre due richieste in sospeso) lo permetterebbe. Le strade sembrano solo due: o tre sezioni a Mede e neanche una a Pieve del Cairo, o una sezione a Pieve e solo due a Mede. Il plesso Massazza le racchiude entrambe. Tutto sembra propendere per la seconda ipotesi, sebbene i dubbi a riguardo siano tantissimi sia sul fronte della didattica sia su quello della sicurezza individuale. Forse solo il dirigente scolastico del plesso medese, Paola Guaschi, può risolvere tutto inviando una richiesta all’Ufficio scolastico territoriale di Pavia per togliere la classe a Pieve del Cairo, i cui iscritti attualmente ammonterebbero a 15 (meno del limite minimo di 18), per darla a Mede. Si tapperebbe però un buco per aprirne un altro. La scelta sembra essere stata presa dall’Ufficio scolastico territoriale per mere questioni di budget. I più combattivi sono i genitori medesi, quelli i cui figli hanno appena finito la quinta elementare. Alcuni hanno minacciato di iscriverli alle medie di Valenza, piuttosto che alla Barbieri di Pieve. In quest’ultimo caso l’istituto pievese di via Bianchi sarebbe comunque in estrema difficoltà. Paola Guaschi non era presente all’assemblea di mercoledì scorso, probabilmente lo sarà alle prossime. Il problema, dibattuto nelle scorse settimane, riguarda la capienza delle aule della media di Mede. Possono contenere soltanto 25 persone, inclusi l’insegnante e quello di sostegno. O gli studenti fanno i turni o qualcuno dovrà per forza andare altrove. Della questione si sono interessati anche l’onorevole Marco Maggioni, Lega, il vicepresidente della Provincia Daniela Bio e ovviamente anche il sindaco di Mede, Giorgio Guardamagna. Lui appoggia senza se e senza ma la lotta per mantenere le tre sezioni di prima media a Mede. “Il Comune certamente sostiene la richiesta delle tre classi a Mede – sono le parole di Guardamagna – ritenendo incongrua e oggettivamente priva di motivi sensati la scelta fatta. Inoltre concorda con i genitori sulle rimostranze avanzate, sperando in una modifica“. Anche Simone Annibale Ferraris (nella foto), capogruppo di maggioranza raramente dietro le quinte, con una mozione votata nel consiglio comunale di ieri sera, martedì. “L’ipotesi di due classi prime da ben 28 alunni ciascuna alla prima media di Mede – ha scritto Ferraris – è assolutamente da scongiurare. Chiedo che sindaco e giunta comunale si impegnino a manifestare la propria contrarietà al progetto in tutte le sedi istituzionali competenti, e di non autorizzare qualsiasi spesa per ampliare le aule e renderle idonee ad ospitare un numero così enorme di studenti”. Bisogna fare tre sezioni, punto e basta. Daniela Bio in accordo con l’Ufficio scolastico territoriale di Pavia cercherà di sistemare la questione. “Ritengo – aggiunge – che per i prossimi anni sia opportuno un maggior coinvolgimento di dirigenti scolastici e amministratori comunali nelle proposte che riguardano le scuole”. Per i genitori parla Lorenzo Civardi, membro del consiglio di istituto. Suo figlio l’anno prossimo andrà in prima media. Dove ancora non si sa. “Dato che la didattica non è una priorità nell’istruzione italiana – attacca – noi puntiamo il dito sulla sicurezza. Calcolando i 56 iscritti, i docenti e minimo 2 insegnanti di sostegno si arriverebbe a 30 utenti per classe, con un superamento del limite indicabile nella misura anche del venti per cento. Mede è in possesso dei requisiti per la formazione di tre sezioni, come numero minimo per legge (18) pienamente superato e il plesso ha aule a disposizione per le 3 sezioni. Inoltre, essendoci almeno due casi certi richiedenti sostegno, per legge il numero massimo sarebbe quello di 20 allievi per classe. Infine siamo ben certi che sia impossibile rispettare le nuove linee guida indicate dal governo in merito alle normative sanitarie, impossibile il metro di distanza tra i banchi. Trenta persone in un ambiente che ne può ospitare 25 costituisce assembramento. Possibile che si debba arrivare a scomodare la Prefettura? Non è forse chiaro che se prendi 3 classi e le spremi in 2 non può essere la stessa identica cosa?”. Altre scuole medie come Cilavegna hanno formato tre sezioni per lo stesso numero di iscritti. “Chi si prende la responsabilità – prosegue Civardi – di rispondere, dovesse verificarsi la necessità di un‘evacuazione? Da genitori non accettiamo il taglio didattico e non siamo disposti ad accettare anche il taglio della sicurezza. Quando a scuola andava la mia generazione a Mede si faceva la scelta inversa. Quattro sezioni di elementari ne formavano cinque alle medie. Cercheremo tutte le strade possibili per arrivare a fare breccia in questa decisione totalmente priva di buon senso”.

Luca Degrandi