La Guardie ecologiche beccano subito otto discariche abusive:indagini e sgombero dei rifiuti

Sono già otto le “mini-discariche” abusive individuate, fotografate e sulle quali proseguiranno le indagini. L’obiettivo finale è quello di ripulire le aree inquinate e sradicare la “non-cultura” dell’inciviltà. Un cambio di rotta che non si può ottenere solo ricorrendo alle sanzioni pecuniarie. La sfida è anche sulle spalle delle Guardie ecologiche volontarie attive sul territorio mortarese da una sola settimana dopo il voto favorevole alla convenzione tra il Comune di Mortara e quello di Inverno e Montelone, approvata lo scorso martedì 20 luglio. Quattro giorno dopo è iniziato il loro monitoraggio del territorio. È bastata una domenica di lavoro, quella del 24 luglio, per scovare un elevato numero di criticità ambientali. Non è una sorpresa. Però ora cambierà il modo di affrontare il problema. Ci saranno verbali, indagini, ordinanze per la pulizia delle aree oggetto degli abbandoni selvaggi e anche delle sanzioni. Al lavoro c’era anche l’assessore Andrea Olivelli che, nell’occasione, ha svolto la sua attività nei panni di Guardia ecologica volontaria. Messa da parte la politica, Olivelli ha dato la caccia ai “vuncìon” assieme, tra gli altri, ad Andrea Andreossi, Pierangelo Ugazio e Francesco Piano.

“I nostri primi controlli – racconta la Guardia ecologica volontaria – sono iniziati dall’area limitrofa il parco Nuovi nati per poi proseguire in molte altre zone in cui già sapevo che avremmo trovato degli abbandoni. Le criticità gravi sono molte, almeno otto discariche abusive sono state individuate e segnalate al comando delle Gev. Ora proseguiranno le indagini in modo da individuare eventuali responsabilità. Infatti una volta individuato il soggetto privato oppure l’ente proprietario del terreno sul quale si è verificato l’abbandono verrà emanata un’ordinanza per imporre lo sgombero e la pulizia. Ovviamente non è l’unica strada da percorrere. La vera battaglia è culturale. Purtroppo negli ultimi 10 anni si è incancrenita una situazione difficile da sradicare: la convinzione che si possa buttare l’immondizia ovunque restando impuniti. C’è un grande lavoro da fare e la prima uscita ufficiale delle Gev è, da un certo punto di vista, molto scoraggiante. Dall’altro mi rincuora la partecipazione attiva e la collaborazione di molti cittadini. Alcuni agricoltori ci hanno anche indicato ulteriori zone in cui andare a controllare nel corso della nostra attività”. Nell’attività di vigilanza e controllo del territorio svolta dalle Gev viene privilegiata l’informazione, anche se le guardie ecologiche volontarie hanno il potere, in qualità di pubblici ufficiali, di redigere verbali di accertamento di infrazione rispetto a violazioni ambientali che prevedono l’applicazione di sanzioni amministrative. I compiti in materia di accertamento delle violazioni si sono progressivamente evoluti e la vigilanza si è estesa alle norme in materia di inquinamento del suolo (cave e rifiuti) e delle acque (fognature e corsi d’acqua). “Nella stessa giornata di domenica – aggiunge Andrea Olivelli – la nostra attività è proseguita sul territorio di Castello D’Agogna, altro ente convenzionato. In quel Comune, però, non esistono criticità tanto gravi come a Mortara. In ogni caso la presenza delle divise delle Guardie resta molto utile poiché contribuisce a dare un senso di sicurezza e scoraggia comportamenti scorretti”. I Comuni convenzionati versano una quota associativa di 500 euro. Nel corso della legislatura l’amministrazione comunale vorrebbe anche acquisire le competenze, le conoscenze (e il numero di volontari) sufficienti a rendere Mortara l’ente capofila delle Guardie ecologiche volontarie lomelline.

Luca Degrandi