La “Gran Croce” va a Mauro Ottonelli, l’onore più prezioso per chi ama Mede

MEDE – Forse è il premio più prestigioso per chi ama Mede e le ha dato qualcosa. Mauro Ottonelli per quasi 35 anni, col suo mensile Il Tam Tam ha contribuito in tutte le case a dare un punto di vista sulla città e i suoi dintorni più ampio possibile, senza rinunciare al proprio punto di vista.

Per questo, e per i suoi meriti come fotografo attento a immortalare i dettagli, il centro culturale Amisani lo premia con la Gran Croce.

La cerimonia sarà domenica 20 marzo alle 16 nella sala consiliare, grazie al patrocinio dell’assessorato alla Cultura.

Una mostra, “Semplicemente donna”, da sabato 19 a domenica 27 marzo presso la sala Verde del castello Sangiuliani (di fronte) testimonierà l’abilità di Ottonelli come fotografo, grazie anche alla collaborazione di Angelo Baldi e Ugo Daffara.

“L’onorificenza della Gran Croce – spiega Francesca Baldi, presidentessa dell’Amisani – ha le sue origini nel 1981 ed è stata istituita per dare risalto a quelle persone medesi che con il proprio impegno all’interno della comunità sono d’esempio per le giovani generazioni. Ricordiamo il dottor Angelo Grassi, Gran Croce 2020, mancato lo scorso dicembre, e l’evento eccezionale dello scorso anno in cui furono insigniti dell’onorificenza i quattro medici di base. Mauro Ottonelli è un medese d’adozione.

Nato a Genova, conosce Mede durante l’infanzia e, dopo il periodo di leva, sceglie di rimanerci. Grande è l’impegno nel sociale sul territorio in numerose attività. Amisaniano della prima ora, è parte del Gruppo Cinefotografico e realizza insieme ad Ernesto Pollini il documentario “Rob ad Mèd” sulla scia degli scritti di Giuseppe Masinari. Importante in quel periodo la collaborazione con la compagnia teatrale “Mario Cappello” di Genova, con la quale faranno scambi partecipando a numerosi eventi nel capoluogo ligure. Lascia l’Amisani e fonda in seguito il gruppo “Filodrammatica Città Di Mede”, attivo per ben 12 anni. In tale periodo si realizzano opere teatrali e spettacoli musicali. Verranno presentati anche grandi classici, fra cui quelli di Agatha Christie e Goldoni.

Nell’aprile 1987 nasce il mensile “Tam Tam” di cui sarà direttore sino alla sua chiusura, per ben 32 anni e 8 mesi, nel dicembre 2019”. Il mensile toccava inizialmente temi di carattere locale, per poi espandersi in argomenti di carattere nazionale. È da ricordare il primo numero in cui veniva trattata la crisi dell’inquinamento dell’acqua in Lomellina, di cui i cittadini con qualche capello bianco in più ricordano come il periodo in cui “si andava in piazza a prendere l’acqua che veniva distribuita in contenitori personali e poi inscatolata in contenitori del latte”.

Tanti i collaboratori del mensile diffuso in 26 Comuni della zona, anche firme prestigiose come Emilio Bombardieri (anch’esso premiato dal Centro Amisani con la Gran Croce, per meriti nella medicina e ricerca), Giovanni Manera (che ha accompagnato i lettori durante il cambio lira-euro) e Remo Danovi (illustre avvocato e presidente dell’Ordine degli avvocati di Milano). Ottonelli ci tiene a dirlo: “I grandi risultati del Tam Tam sono stati raggiunti grazie al numeroso gruppo che lo ha aiutato, sempre coeso e partecipativo”.

Il primo amore del premiato è però la fotografia, “incontrata” sin dalla giovane età. Una passione che continua a coltivare con più attenzione ancora oggi, avendo più tempo libero. Amante della “street photography”, immortala sia persone che luoghi particolari. La Gran Croce è stata anche quest’anno realizzata dall’orafo medese e consigliere del centro Amisani Luigi Braggion.

“La “street photography” tema della mostra – prosegue Francesca Baldi – è un genere fotografico che ha come obiettivo l’immortalare i soggetti in situazioni reali e spontanee, in luoghi pubblici, per raccontare con un click gli aspetti della società nella quotidianità. Tale indicazione significa che non deve immortalare necessariamente solo un’attività umana, ma anche un luogo, privo di persone. La mostra di Ottonelli, nel mese della donna, vuole mostrare la figura femminile nelle sue varie sfaccettature”.

L’esposizione rimarrà aperta sino a domenica 27 marzo secondo i seguenti orari: sabato 19 e 26 dalle 16 alle 18, domenica 20 e 27 dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18, in settimana negli orari consueti della biblioteca.

Davide Maniaci