La generosità mortarese batte a favore del popolo ucraino:il “ponte” Mortara - Mahala

Gli ortodossi di Mortara non hanno mai abbandonato il popolo ucraino, e procedono con la raccolta di viveri e indumenti, che dopo l’impulso iniziale tra febbraio e marzo sembra per molti ormai passata di moda.

La raccolta continua presso il monastero ortodosso San Giacomo e Filippo Apostoli di Mortara in Strada vecchia per Galliate 1521.

“L’emergenza ucraina è purtroppo ancora attuale – dichiarano padre Evloghios Legnazzi e padre Kirill Arcuri – ma gli aiuti concreti al suo popolo sono drasticamente diminuiti con il tempo. Dopo aver raccolto più di 130mila euro in donazioni monetarie e consegnato oltre 650 tonnellate di viveri e medicinali nel cuore del territorio ucraino nel corso di tre missioni umanitarie, il progetto sociale e solidale battezzato Odissea della Pace da Monsignor Avondios della Chiesa Ortodossa di via San Gregorio a Milano è pronto ad abbracciare una nuova e importante sfida di umanità”. Odissea della Pace annuncia la Cycling Charity Challenge, una staffetta per la pace che vedrà nove ciclisti percorrere in bici la tratta Milano-Trieste per promuovere una nuova raccolta fondi a favore dell’Istituto per Bambini di Mahala in Ucraina, un centro per orfani che necessita di importanti migliorie strutturali per la sicurezza degli oltre 50 bambini con gravi disabilità neurologiche che lo abitano.

“Grazie al sostegno della Fondazione Eos – Edison Orizzonte Sociale, di Castelli Cycling, di Dole Italia, e al patrocinio del Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo e del Comune di Milano, città di partenza della staffetta – dichiarano gli ortodossi mortresi – i ciclisti Simone Ascioti, Francesco Avesani, Stefano Bedonghi, Simone Cirone, Clementina Coscera, Matteo Dainese, Alberto Giannini, Giacomo Pellizzari e Ruben Volpin hanno pedalato con impegno da giovedì 8 settembre a domenica 11 settembre raggiungendo in staffetta la città di Trieste. Qui un delegato di Odissea della Pace ha passato il testimone, simbolo di solidarietà, al team di indoor cycling milanese PainCave, che ha raggiunto così virtualmente l’Istituto per Bambini di Mahala sulla strada per Kiev”.

Cinquecento chilometri in quattro giorni è un percorso simbolico ma al tempo stesso ambizioso con cui Odissea della Pace desidera ancora una volta farsi portavoce di un messaggio di solidarietà e comunità, che vada oltre ogni differenza.

Massimiliano Farrell