La festa della liberazione... dal virus: in Borsa Merci i richiami dei vaccini si fanno il 25 aprile

L’appuntamento per circa 220 ultra ottantenni che devono ancora ricevere la seconda dose di vaccino anti Covid è fissato per il 25 aprile. Da festa nazionale per celebrare la Liberazione, domenica prossima sarà anche una “liberazione” dall’incubo virus per un’altra (piccola) fetta di mortaresi. E sarà anche l’ultima “infornata” di vaccini somministrati presso la sala contrattazioni della Borsa Merci. Poi per ricevere il vaccino resteranno attivi solo i cosiddetti “hub” ufficiali riconosciuti da Ats Pavia: quelli di Vigevano, Voghera e Pavia. Si chiude così il piccolo miracolo mortarese che resterà una bella pagina di solidarietà e volontariato ascrivibile all’impegno del Comune, della Croce Rossa, dei medici di medicina generale, degli infermieri, delle associazioni di volontariato e della Camera di Commercio. Le persone che dovranno ricevere la seconda somministrazione del siero Moderna presso la Borsa merci saranno contattati telefonicamente e riceveranno le indicazioni sull’orario dell’appuntamento. Dal 6 marzo scorso, quando era partito l’ambizioso progetto, nei locali pubblici di piazza Trieste sono stati vaccinati oltre 700 ultra ottantenni. Oltre a qualche altro fortunato “riservista”, con qualche primavera in meno, ripescato per rimpiazzare le persone che all’ultimo minuto hanno rinunciato o non si sono presentate. “Il rammarico – commenta il sindaco Marco Facchinotti – è che questa grande esperienza non possa proseguire. Abbiamo dimostrato di essere in grado di organizzare una macchina perfetta e di poter offrire un servizio molto utile in un momento di grave emergenza sanitaria. Forse, quando la disponibilità di vaccini sarà più consistente, Ats Pavia valuterà la possibilità di approvare nuovi hub in modo da velocizzare la vaccinazione massiva della popolazione. Se dovesse accadere ovviamente Mortara dovrà essere presa in considerazione. Al momento, però, è inutile fare delle polemiche. Ci è stato spiegato che la difficile reperibilità dei vaccini ha costretto Ats ad accentrare il più possibile la distribuzione delle dosi”.

Luca Degrandi