La denuncia di Ascom: aumenti materie prime, listini a rischio rincaro. E il futuro è grigio...

MORTARA – “Il rischio di mettere mano ai listini c’è”. Le parole di Edoardo Rossi, presidente dell’Associazione commercianti di Mortara, testimoniano come anche il comparto commerciale sia chiamato a fare i conti, è proprio il caso di dirlo, con l’aumento dei costi. Gas ed energia elettrica in primis, seguiti a stretto giro dall’incremento dei costi delle materie prime. Il che significa una cosa sola: aumento dei prezzi di listino. Una scelta quasi inevitabile che ricadrà sui consumatori finali e che porterà un grande punto interrogativo, appunto, sull’andamento dei consumi. Insomma, le poche certezze che ha il mondo del commercio è data dalle… incertezze.

“So che può sembrare strano, ma il costo delle materie prime è andato alle stelle. – spiega il presidente di Ascom Mortara – Il post Covid è stato traumatico e la ripresa non è affatto una fase semplice da affrontare. Spesso in passato, davanti a nuovi aumenti, si faceva finta di nulla. In una fase “normale” gli esercenti riuscivano ad ammortizzare improvvisi aumenti dei costi, ma dopo il 2020 tutto cambia. Per questo mi sento di dire che il rischio di mettere mano ai listini c’è, eccome se c’è. Anche se abbiamo davanti a noi un mese potenzialmente favorevole per il commercio”.

Dicembre rappresentava tradizionalmente una bella boccata d’ossigeno per gli esercenti, ma questo in tempi di normalità. Un mese in cui “fare cassetto” dopo il settembre dell’oca, che a Mortara portava sempre molto. Ma oggi i momenti per mettere il cosiddetto fieno in cascina si sono praticamente esauriti. Niente risparmi, niente investimenti. Che vuol dire perdere la capacità di attrarre il cliente, ormai sempre più spinto verso i colossi dell’e-commerce.

L’aumento dei costi però, miete vittime a livello trasversale: da chi ha celle frigorifere a chi utilizza forni elettrici per sfornare il pane, da chi deve illuminare le vetrine per mettere in mostra gli abiti a chi serve caffè e aperitivi. E così anche trasversale potrebbe essere l’aumento dei pressi di listino. A pagare sarà dunque l’utente finale, o meglio il cliente, che già deve fare i conti con l’aumento delle proprie bollette di gas e energia elettrica.

Questo mix di ingredienti lascia intravedere un unico risultato all’orizzonte: il calo dei consumi. “L’ennesimo ostacolo che ci troviamo davanti – commenta Edoardo Rossi (nella foto) – è dato dalla grande incertezza di questo momento, sarà un dicembre problematico. Chiaramente si spera che dai primi giorni del mese si rimetta in moto quel meccanismo che in epoca pre Covid attivava il commercio. L’andamento dei consumi degli ultimi anni ci impone però di attendere le ultime due settimane prima delle festività natalizie, erano quelli i momenti davvero caldi per le vendite”. C’è da attendere anche l’arrivo delle tredicesime, in grado di alimentare la capacità di spesa della gente. I numero in possesso di Confcommercio confermano a livello nazionale un bimestre ottobre-novembre davvero disastroso. Dati che sono perfettamente in linea con la situazione nella città dell’oca.

“L’evoluzione della pandemia rappresenta chiaramente un ulteriore problema – aggiunge il presidente di Ascom Mortara – e invita la gente a frenare i consumi. Negli ultimi giorni, e questo non è solo un dato legato a Mortara ma è riferito al nostro comprensorio, si sono registrate moltissime disdette e cancellazioni di prenotazioni nelle agenzie di viaggio per le vacanze di Natale”.