La cipolla verso l’esclusivo club dei 500 “Presìdi Slow Food”, sottoscritto il nuovo disciplinare

BREME – Ancora pochi passaggi e la “Dolcissima” sarà un Presidio Slow Food. L’obiettivo è quello di ottenere il riconoscimento già ad inizio giugno, e il paese è pronto a celebrare il suo ortaggio simbolo anche con una “casa della cipolla” nonostante la sagra 2020 non sarà a giugno ma forse a fine agosto, o il terzo o il quarto weekend. La cipolla si può comunque mangiare a casa propria, acquistandola dal vivo o via posta dai produttori. Coronavirus permettendo a giugno si sopperirà con le degustazioni. Dal 14 i due ristoranti del paese, su prenotazione, proporranno un menù a tutta “Dolcissima”. I produttori invece nella piazza della Fiera allestiranno le proprie bancarelle nel penultimo e ultimo weekend di giugno. “I 16 coltivatori di cipolla rossa di Breme – rivela il sindaco Franco Berzero – la scorsa settimana hanno firmato un nuovo disciplinare concordato di otto pagine, con regole ancora più stringenti. Poi è stato inviato a Slow Food. Se la risposta sarà positiva, è praticamente fatta. Mi incontrerò con loro in videoconferenza, magari entro il 10 giugno sarà già tutto stabilito”. I Presìdi Slow Food, 500 in Italia con circa 13 mila piccoli produttori coinvolti, valorizzano e a volte salvano produzioni autoctone di ortaggi e frutta, eccellenze gastronomiche minacciate dall’agricoltura industriale o, semplicemente, troppo buone. Attualmente la cipolla di Breme gode già del marchio De.Co, la Denominazione Comunale d’Origine. Berzero, anche presidente dell’Associazione Produttori, pensava al Dop. Ha poi cambiato idea dopo consultazioni coi soci. Oltre a lanciare ancora di più il prodotto in ottica commerciale, col Presidio l’obiettivo è anche evitare le contraffazioni. Se la “Dolcissima” non è coltivata nei terreni alluvionali presso il paese, non può essere “di Breme” neanche se la semenza è la stessa. “Nella sala polifunzionale – conclude il sindaco – dedicheremo uno spazio fisso alla nostra eccellenza gastronomica con foto e prodotti”. Una “casa della cipolla”, sia museo sia punto vendita. Intanto a giugno ci saranno le degustazioni. Viste le distanze da mantenere per motivi di sicurezza, si ipotizza di fare a turno su prenotazione. Un’ora e un quarto circa di tempo. Ti siedi, mangi e te ne vai lasciando il posto a quello dopo. Sbrigativo ma efficace. “Infine – conclude il vulcanico bremese – chi volesse può acquistare le cipolle dai produttori anche per via postale, senza venire in paese, chiamando il 328 7816360. Abbiamo già tantissime richieste in Italia e all’estero”. Le cipolle invendute per una sagra, quella del giugno 2020, che non si farà ammontano a circa 300 quintali. Ad agosto l’idea è di mischiare la festa della “Dolcissima” con quella della cipolla bionda, la più antica. L’annata di raccolto visto il clima si preannuncia ottima.

Davide Maniaci