L’app per monitorare il virus, servirà? Fosterni: diventerà inutile se l’uso non sarà capillare

Senza l’obbligo di compilazione estesa a tutta la cittadinanza nessuna applicazione per il telefonino sarà mai veramente funzionale. Con queste premesse si riducono ulteriormente le speranze che un mezzo digitale basato sulla spontanea partecipazione dei cittadini. “Noi di Cri abbiamo avuto modo di testare un pochettino questa app – spiega Umberto Fosterni (nella foto), presidente del comitato Croce Rossa di Mortara – l’abbiamo scaricata prima che arrivassero i messaggi di invito ai civili e non ne abbiamo tratto un grande riscontro. Io stesso mi sono impegnato a compilare il questionario Covid per quindici giorni, ma da cittadino non ho visto succedere niente. Come soccorritore la situazione cambia poco: quando andiamo ad aiutare un sospetto poi non riceviamo più nessun riscontro sulla sua condizione”. I volontari del comitato mortarese della Croce Rossa, da quando l’emergenza da Covid-19 è esplosa, hanno iniziato ad intervenire muniti di tutti i dispositivi di protezione individuale contro il virus per ogni segnalazione ricevuta, in modo da cercare di massimizzare la loro sicurezza. Tuttavia, al temine di ogni intervento, non hanno naturalmente più nessuna notizia dai pronto soccorso sulle condizioni dei pazienti che vi hanno trasportato, per il rispetto della privacy dei malati. E l’applicazione non ha portato nessuna novità in questo senso per i volontari in servizio sulle ambulanze. “Aspettiamo l’uscita dell’app Immuni, che avrà validità sul territorio nazionale per vedere se la situazione di monitoraggio potrà migliorare – conclude il presidente Fosterni – anche se, considerando che sarà comunque a discrezione del singolo individuo, ho dei forti dubbi. Abbiamo già sentito, per esempio, diverse persone che si sono rifiutate di scaricare l’app perché non erano d’accordo nel dover comunicare il loro stato di salute, spaventati del fatto che, se avessero comunicato di sentirsi male, avrebbero dovuto aggiungere altri giorni alla quarantena in totale isolamento e senza poter uscire di casa. Se il ragionamento alla base non cambia, anche la nuova applicazione secondo me non avrà molto successo”.

Beatrice Mirimin