L’allarme di Alda La Rosa: “Più gessi per evitare la normativa che limita lo spandimento fanghi”

MORTARA - Il rischio potrebbe essere questo: più gessi di defecazione nei campi e meno controlli sui terreni.

L’associazione Futuro sostenibile in Lomellina dichiara guerra alla Agrorisorse di Mortara e si schiera contro la richiesta avanzata della ditta fanghi che vuole aumentare le sue potenzialità di trattamento. Un’Ipotesi che non piace agli ambientalisti che hanno inviato una serie di osservazioni contrarie al Comune di Mortara, a Regione Lombardia, ad Ats Pavia, all’Arpa e al settore tutela ambientale della Provincia di Pavia a cui spetta l’approvazione della variazione all’autorizzazione già concessa.

“La richiesta – spiega Alda La Rosa, presidente dell’associazione - di aumento della potenzialità di trattamento senza modificare la potenzialità complessiva annua, la quale rimane pari a 60.000 tonnellate all’anno, nasce dalla evidente necessità di non essere assoggettati alla normativa dei fanghi il cui spandimento in agricoltura è regolato in modo puntuale a differenza dei gessi di defecazione. Si fa tuttavia presente che questa modifica potrà avere un impatto sulle matrici ambientali soprattutto in un periodo così prolungato di siccità che non ha permesso il naturale dilavamento dei suoli ma altresì una concentrazione nei suoli e nelle acque di sostanze che possono incidere sulla qualità del suolo e delle acque. Per questo motivo si chiede che, prima di concedere l’autorizzazione, sia valutato a causa della prolungata e drammatica siccità che ha colpito il territorio della Provincia di Pavia, l’impatto agronomico e ambientale dello spandimento dei gessi di defecazione su tutte Le matrici ambientali comprese l’aria. Si ritiene oltremodo utile una valutazione ambientale in rapporto ai nitrati considerate le recenti autorizzazioni rilasciate dalla Provincia di Pavia in merito alle attività degli allevamenti intensivi”.

La Provincia di Pavia nel concedere l’autorizzazione a Ecotrass, oggi Agririsorse, inserì tra le prescrizione la Valutazione di impatto sulla salute (Vis) a un anno dalla messa in esercizio.

“Essendo ormai trascorso abbondantemente un anno dalla messa in esercizio – contimnua Alda La Rosa - si chiede, che prima di concedere questa nuova autorizzazione, la ditta ottemperi a quanto prescritto nell’autorizzazione riferendo in modo pubblico i risultati delle verifiche sull’impatto sulla salute. Sappiamo bene quanto i gessi di defecazione siano oggi diventati la ghiotta opportunità da parte delle ditte che li trattano per non essere assoggettate a regole e controlli più restrittivi. Sottolineiamo infine che, date le attuali condizioni di forti criticità dovute al cambiamento climatico, l’attenzione alle ricadute sull’ambiente deve essere ancora più rigorosa. Oggi in questa situazione non è più possibile fare impresa a scapito del benessere delle comunità e della tutela delle matrici ambientali che sono la fonte della vita stessa sulla Terra”.

Luca Degrandi