L’acqua di Mortara è buona! Le analisi parlano chiaro, AsMare rassicura i cittadini

L’acqua del rubinetto e l’assalto telefonico dei venditori di filtri e... di bufale! Infatti in questi giorni si stanno moltiplicando le telefonate ricevute dai mortaresi da parte di promotori di prodotti per la potabilizzazione di acqua che, in realtà, potabile già lo è. Eppure non sono rari i casi in cui alcune persone arrivano a spendere cifre sostanziose per acquistare filtri di ogni tipo. Però la dialettica indispensabile per propinare un qualsiasi prodotto è cosa ben diversa dalla ricerca e dall’analisi scientifica a cui è costantemente sottoposta “l’acqua del sindaco”. Il punto di partenza resta comunque uno: l’acqua potabile è già per definizione, e soprattutto per legge, idonea al consumo umano. Quindi non può che essere sicura, sana e controllata. In tema di sicurezza dell’acqua una delle massime esperte è l’ingegnere Barbara Crotti (nella foto), direttore operativo di AsMortara, e specializzata nelle procedure di controllo della sicurezza dell’acqua.

“Prima di tutto – afferma Barbara Crotti – è necessario sfatare alcune credenze. Infatti diminuire il residuo fisso non fa assolutamente bene soprattutto all’organismo umano. Non vi è la garanzia che l’acqua, dopo essere stata trattata al punto domestico, sia priva di batteri. Anzi, potrebbe essere rischio di contaminazione microbiologica. Infine è necessario essere consapevoli che eliminare il cloro, produrre acqua gasata ed inquinare meno sono ulteriori miti da sfatare”. Ma andiamo con ordine. Il punto fondamentale resta il fatto che depurare l’acqua del rubinetto, che quindi è già potabile, mediante impianti ad uso domestico ha poco senso. Addirittura può essere considerato un vero e proprio spreco di denaro. Oltre che di un bene prezioso come, appunto, l’acqua. “AsMare – prosegue l’ingegnere Barbara Crotti - assicura acqua potabile e sicura impegnandosi rigorosamente ogni giorno nella gestione dell’acquedotto del territorio, dalla falda al rubinetto di casa.

Gli impianti di depurazione da installare al rubinetto di casa sono principalmente addolcitori d’acqua a uso domestico. Viviamo in Italia e, per quanto riguarda le risorse idriche, siamo uno dei Paesi più ricchi d’acqua di buona qualità in tutta Europa. Inoltre siamo sul territorio della Città di Mortara, dove oltre a poter contare su riserve idriche nella falda sotterranea che forniscono acqua di qualità, abbiamo il vantaggio che la gestione dell’acquedotto segue il Piano di Sicurezza dell’Acqua, o Water Safety Plan, la procedura di controllo e previsione delle criticità che ha lo scopo di assicurare ai suoi utenti acqua potabile, sicura e sana. Gli addolcitori domestici hanno lo scopo di addolcire l’acqua potabile e di eliminare elementi chimici e particelle sospese che, attraverso il sistema di potabilizzazione e di analisi delle acque di falda, sono state già eliminate dal gestore del sistema idrico, che allo stesso tempo garantisce periodici controlli sui parametri microbiologici, chimici e fisici. Bisogna poi considerare il fatto che l’acqua potabile che scende dal rubinetto è già stata controllata, l’eventuale trattamento delle acque potabili infatti varia a seconda della composizione dell’acqua di falda che non è sempre la stessa, ma varia a seconda del territorio. Utilizzare un decalcificatore per l’acqua potabile, già adatta al consumo umano, può essere controproducente perché la si priva di elementi minerali essenziali comportando effetti negativi sul nostro organismo! Gli elementi minerali, e in particolare magnesio e calcio, hanno un effetto protettivo per il sistema cardiovascolare e contribuiscono alla prevenzione dell’osteoporosi. Ricordatevi che addolcire troppo l’acqua non fa assolutamente bene. Al contrario, se il residuo fisso della vostra acqua è alto e l’acqua è ricca di calcare, la preoccupazione deve essere piuttosto rivolta agli elettrodomestici e non al nostro organismo”. Gli impianti domestici promettono anche di garantire l’assenza di batteri. Ma il rischio è dietro l’angolo. Infatti la scarsa cura in un depuratore d’acqua domestico è spesso la prima fonte che favorisce l’aumento della carica batterica. Senza una manutenzione continua dell’impianto domestico il rischio della proliferazione di batteri è sempre più elevato. “Persino con le più comuni caraffe filtranti bisogna stare – aggiunge l’esperta - attenti e pulirle regolarmente per evitare incrostazioni e favorire la proliferazione di batteri. Ovviamente il consiglio viene esteso anche al contenitore finale: è necessario fare attenzione anche con le bottiglie di vetro o di plastica riutilizzabili. Bisogna lavare bene le bottiglie e i tappi perché anche su gomma, vetro e plastica i batteri potrebbero proliferare. L’acqua infine deve essere conservata in frigo e consumata in poche ore”. Infine tra gli altri miti da sfatare vi sono l’eliminazione del cloro, la produzione del cloro e minor inquinamento. Il cloro evapora da solo lasciando depositare l’acqua potabile. Se la si preferisce gasata invece un solo gasatore domestico è un’ottima soluzione. Per quanto riguarda l’inquinamento, non è il depuratore d’acqua domestico in sé che inquina meno, ma il fatto che utilizzi acqua del rubinetto e non acqua in bottiglia.

“L’acqua potabile – conclude Barbara Crotti - è per definizione idonea al consumo umano poiché per legge segue rigide procedure di analisi e controllo della sua composizione che servono per garantire la sua potabilità attraverso procedure che ne verificano la compatibilità con parametri microbiologici, chimici, fisici, indicativi ed emergenti definiti dalla legge e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità”.