L’accusa di Alessandro Cattaneo: “Il Governo ha buttato sei mesi e ora alimenta la rabbia sociale”

Sei mesi buttati. Il deputato pavese di Forza Italia Alessandro Cattaneo (nella foto) non usa troppi giri di parole per affossare l’operato del Governo “giallo-rosso”. Cattaneo punta l’indice contro il presidente Conte e la maggioranza a trazione Pd e M5s, imputando tre principali colpe agli inquilini di Palazzo Chigi: sanità, trasporti e attività commerciali.

“Si è perso tempo nei mesi estivi - accusa il deputato di FI - Il Governo ha sprecato sei mesi: oggi i nostri ospedali sono in emergenza esattamente come lo erano nella scorsa primavera. Dai banchi di Forza Italia abbiamo provato a far sentire la nostra voce avanzando una proposta chiara: accettare i fondi del Mes da investire immediatamente per le emergenze sanitarie”. Il risultato qual è stato? Che tutti i media nazionali hanno raccontato le disavventure del ministro Azzolina con i banchi a rotelle e il boom dei monopattini elettrici. I problemi, quelli veri, sono stati messi da parte e oggi sono riesplosi come e più di prima.

“Altra nota dolente - aggiunge Cattaneo - è quella legata al sistema dei trasporti. Ritenevo allora e ritengo ancora oggi che sia stato giusto riaprire scuole e università per consentire lo svolgimento delle lezioni in presenza, ma era necessario potenziare il sistema dei trasporti. Cosa che puntualmente non è stata fatta. E poi pesa moltissimo la chiusura per tutte quelle attività che hanno investito tempo e risorse per poter riaprire in sicurezza. Questi si sono trovati a dover richiudere da un giorno all’altro. Insomma, siamo davanti a scelte che stanno generando tensioni sociali e rabbia”. Quelle proteste che sono sfociate in manifestazioni di piazza e che nascono dalle promesse non mantenute dal Governo. Prima il premier parlava di “potenza di fuoco” e “bazooka”, poi la gente aspettava la cassa integrazione. Oggi, gli stessi che aspettano ancora la cassa integrazione sentono il presidente del Consiglio parlare di “ristori” per le attività commerciali chiuse. Ma quelle promesse sono ancora credibili? “Io non ci credo e ho l’impressione di non essere l’unico. - continua il deputato azzurro - La Confcommercio lombarda valuta per queste nuove chiusure un danno da 3 o 4 miliardi di euro. Quattrini che il Governo non ha. Ed è quindi inutile lasciarsi andare a promesse che non saranno mantenute: questo non può fare altro che accrescere la rabbia nel Paese facendo perdere credibilità alle istituzioni”. E proprio la Lombardia è forse la regione più colpita d’Italia da questi Dpcm firmati a Palazzo Chigi. “I medici sostengono che la chiusura della Lombardia era opportuna, - spiega Alessandro Cattaneo - e io, non essendo medico ma ingegnere, lo prendo per buono. Personalmente avrei valutato una suddivisione delle aree critiche su base provinciale e non regionale. L’area metropolitana di Milano ha necessità e problematiche differenti rispetto alla nostra provincia. Ma nei corridoi della politica si capisce che a Roma qualcuno vuole puntare il dito contro la Lombardia”. E a finire sul banco degli imputati, già negli scorsi mesi, è stato il cosiddetto “sistema lombardo”. Quel modello sanitario che ha portato la sanità lombarda ad essere la migliore della Penisola. “Basti pensare a cosa si è detto sull’ospedale in fiera, a Milano. Un’opera da 10milioni di euro pagata dai privati e che oggi è già a servizio dell’emergenza. - puntualizza il deputato - E poi ancora: quello delle Rsa non è un problema solo nostro, i casi sono scoppiati anche in altre regioni. Personalmente sono convinto che sia un errore smantellare il sistema lombardo, ma sono favorevole a controllare questo sistema per quanto riguarda la sanità territoriale. L’età media aumenta, così come la cronicità di certe malattie e occorre arrivare a rivedere il ruolo del medico di base e a pensare a potenziare figure come quelle dell’infermiere domestico”. Insomma, lo sbaglio sarebbe di riaccentrare tutto sulla sanità pubblica.