Inquinamento alle stelle, la Lomellina tra le 27 aree più inquinate dello Stivale

Non solo Covid. Anzi, in Lomellina c’è un “assassino” forse ancora più subdolo e temibile. E’ l’inquinamento dell’aria e le polveri sottili (PM10) e ultrasottili (PM2,5). La terra delle risaie è zona rossa per la qualità dell’aria. Lo dice l’Unione Europea che dal 2018 condanna l’Italia per il sistematico superamento dei valori limite giornalieri. Un dato preoccupante che riguarda 27 zone del Belpaese. E ovviamente c’è anche la Pianura padana. Così alla fine del 2020 la Corte di Giustizia Europea ha condannato l’Italia per avere più volte superato i valori limite per le polveri sottili PM10. “Garantire un’aria più pulita - dice la sentenza - serve al fondamentale interesse di tutelare la salute delle persone e il margine di manovra delle autorità competenti dovrebbe conformarsi a tale imperativo”. In provincia di Pavia in generale e in Lomellina in particolare i danni alla salute provocati dalla “cattiva” aria sono enormi. “L’Agenzia Europea per l’Ambiente ha stimato che in Italia, nel 2015, vi sono state 60mila e 200 morti premature - spiega Alda La Rosa (nella foto), presidente dell’associazione Futuro sostenibile in Lomellina - attribuibili all’esposizione a lungo termine. Eppure nessun amministratore si adopera per monitorare adeguatamente la situazione e esigere un cambiamento che può partire dall’adozione di diverse misure. Per citarne una, ad esempio, la riduzione delle emissioni degli impianti industriali dovrebbe partire dall’obbligo di adozione in fase autorizzativa o di revisione delle autorizzazioni delle migliori tecniche per il controllo degli inquinanti. Notiamo invece una diffusa noncuranza che porta a non cambiare nulla se non continuare a contare un numero troppo alto di tumori, di malattie cardiovascolari e di morti premature. Fino ad oggi sono stati adottati solo palliativi. Tra questi un Piano regionale per l’aria (PRIA) inadeguato. Per quanto tempo ancora intendiamo sopportare una situazione malata a tal punto da essere stata considerata da molti studi scientifici il veicolo che ha permesso la diffusione del Covid? Quando anche in Italia il diritto alla vita, correlato al diritto alla salute, che nella nostra Costituzione deve essere tutelato dagli amministratori pubblici, verrà sancito dai nostri tribunali non vorremmo trovarci nei panni di chi ancora oggi a tutti i livelli ci amministra con molta leggerezza e talvolta incompetenza”.

Intanto resta la condanna per l’Italia per essere venuta meno, in maniera sistematica e continuata, agli obblighi europei sanciti nel gennaio 2008.

Luca Degrandi