Imu: cancellata la seconda rata, ma non per tutti, c’è l’inghippo

Via libera al decreto cancella Imu, ma la fregatura, ancora una volta, è dietro l’angolo. Anzi, per usare le parole dell’assessore alle finanze Margherita Baletti: “Attenti alla gabola!”. Ma andiamo con ordine. Con il decreto 137 dell’ottobre 2020 il Governo ha cancellato la seconda rata Imu, in scadenza il 16 dicembre, dando l’illusione a molti di aver evitato almeno uno dei tanti balzelli di fine anno. In realtà il “decreto ristori”, pur ampliando le categorie coinvolte dall’agevolazione rispetto alla sua prima versione, ha delle regole. Non tutti possono godere della cancellazione della seconda rata Imu. Per capirci qualcosa bisogna conoscere, leggere e interpretare il decreto. “In altre parole – spiega Margherita Baletti (nella foto) – beneficiano dell’esonero i proprietari degli immobili che all’interno degli stessi gestiscono determinate attività lavorative. Attenzione, non si tratta di una misura generalizzata, ma riguarda solo i casi individuati dal Governo ed elencati nell’articolo nove del decreto 137. Da ottobre l’esenzione coinvolge anche aziende e negozi e non solo bar e ristoranti. Però c’è l’inghippo. Infatti se il proprietario dell’immobile non gestisce l’attività direttamente sarà costretto a pagare la tassa. Significa che alcune persone saranno escluse da questo sostegno, ma non sono ancora nelle condizioni di sapere la percentuale esatta delle persone che a Mortara dovranno pagare in ogni caso la seconda rata Imu. Consiglio quindi, in caso di dubbi, di rivolgersi all’ufficio tributi per sapere informazioni sulla propria situazione personale”. L’ente pubblico ha messo a bilancio oltre 3milioni di introito derivante dalla riscossione dell’Imu. Allo Stato spetta il 7,6 per cento di quanto riscosso dall’ente. “L’esenzione – continua l’assessore alle finanze – comporterà un minore gettito per le casse comunali. Dal Governo è stato però assicurato un ristoro pari al minor incasso. Mi auguro che il risarcimento sia tempestivo”. Resta invece invariato il calendario della tassa rifiuti. La seconda e ultima rata, già procrastinata nel corso dell’estate, è fissata per il 15 febbraio. Senza sconti. “In occasione del primo lockdown – commenta l’assessore e avvocato di professione – il Governo aveva messo in campo un sistema di sgravi e sconti a dir poco cervellotico e insufficiente. Lo sconto sulla tassa rifiuti era stato concepito prendendo in considerazione solo la parte variabile della tassa e unicamente per i tre mesi di chiusura totale. In altre parole, a conti fatti, i cittadini hanno risparmiato ben poco. Mi auguro che ora si possa fare di più e meglio a sostegno delle attività produttive, dei commercianti e di tutti i cittadini. I Comuni non hanno le risorse per prendere delle iniziative prettamente locali. Serve che il Governo predisponga un piano complessivo e organico”.

Luca Degrandi