Illuminazione a led, avanti piano e l’area Cipal è una sorpresa: ci sono 85 punti luce imprevisti

Sostituiti 500 lampioni su un totale di 2mila e 363 punti luce. Poco più di uno su 5. Questo lo stato di fatto del “progetto di finanza” per la riqualificazione dell’illuminazione pubblica. Un lavoro che dovrà essere ultimato, da contratto, ad ottobre. L’Amministrazione spera di raggiungere il traguardo già a settembre. Lo ha affermato la giunta, schierata al gran completo lunedì scorso (28 marzo) durante una conferenza stampa convocata proprio per “fare luce” su quello che ormai è un “caso politico”. Infatti dall’opposizione continuano a piovere critiche sull’efficacia della nuova illuminazione. La minoranza in più occasioni ha puntato il dito su viale Parini. In quel punto, dove già è attivo il nuovo sistema di illuminazione, la visibilità sarebbe peggiorata. Per rispondere alle critiche l’assessore ai Lavori pubblici marco Vecchio, che ci ha sempre messo la faccia, si è avvalso del contributo tecnico di Pier Luigi Mottinelli e Giuseppe Lapace di “Mortara Energia” e Massimo Guida dell’ufficio tecnico di Mortara. Il punto più controverso, oltre alle tempistiche dei lavori, è quindi rappresentato dalla “qualità” del potere illuminante. “In base a dei calcoli illuminotecnici è stata decisa la potenza della lampada – spiega Pier Luigi Mottinelli, responsabile di Mortara Energie – rispetto all’altezza in cui posta e alla zona della città in cui è collocata. Ci sono dei parametri da rispettare stabiliti a livello legislativo. Può essere che in alcune zone possa sembrare che non sia stata aumentata la luce per il fatto che, in base al conteggio illuminotecnico, il precedente impianto fosse sovradimensionato rispetto alle normative. In altre zone invece la luce è evidentemente migliorata e aumentata”. Però all’orizzonte c’è già una nuova “grana” da risolvere. Si tratta dell’eredità lasciata dal Cipal. Infatti con la chiusura del Consorzio le aree urbanizzate nei pressi del Polo Logistico passeranno in capo al Comune. Oltre alle strade ci sono anche ulteriori 85 pali della luce. Una quantità paragonabile a tutta l’illuminazione pubblica presente su un Comune come Albonese. L’Amministrazione dovrà trovare il modo di gestire questo “paese” da illuminare e che, quasi superfluo sottolinearlo, ha ancora la vetusta tecnologia ad alto consumo. “La sostituzione degli apparecchi è uno dei lavori minori – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Marco Vecchio – perché la lavorazione più complessa è quella di togliere la promiscuità di impianto con le centraline dell’Enel. L’obiettivo è quello di creare dei contatori dedicati esclusivamente all’illuminazione pubblica e dividere l’impianto con dei quadri indipendenti. In città ci sono 82 cabine che gestiscono tutto l’impianto della città. Tutte queste migliorie porteranno certamente ad una riduzione dei consumi. Non sappiamo quanto sarà effettivamente il risparmio, soprattutto perché al momento il costo dell’energia è in continuo aumento. Di certo, però, il consumo energetico sarà inferiore. I dispositivi a led hanno una potenza del 70 per cento inferiore alla vecchia tecnologia, quindi c’è un minor impiego di Kwatt”.

Luca Degrandi