Il vicesindaco Tarantola pensa al gioco dell’oca permanente: Mortara sarà come Marostica?

L’idea è di quelle che affascinano: rendere Mortara come Marostica, la città degli scacchi. La città veneta è famosa per la sua scacchiera gigante dipinta sulla piazza del Castello dove, ogni autunno di anni pari, si disputa una partita con pedine umane. Allo stesso modo l’assessore all’urbanistica Luigi Tarantola sogna il futuro di piazza Vittorio Emanuele II. Piazza del teatro come un grande, permanente, tabellone per il Gioco dell’oca. E le caselle? Dipinte da artisti locali e lasciate permanentemente davanti al teatro. Per rendere unica la piazza e creare una caratteristica attrattiva. Più che un vero e proprio progetto, per Luigi Tarantola si tratta di un sogno ad occhi aperti. Ma il sognatore che non si arrende mai è spesso il vincitore nelle sfide più difficili. “Come assessore all’urbanistica - spiega Luigi Tarantola – lancio questa proposta: il mio sogno è di vedere, prima o poi, la realizzazione di caselle permanenti in piazza per la disputa del gioco dell’oca. Non saprei dire ora come sia possibile tecnicamente fare una cosa dl genere. Però ritengo che oggi si possano fare cose che solo pochi anni fa sarebbero state impossibili o molto costose. Credo che ormai sia possibile creare dei dipinti su superfici plastiche, magari su pvc, da mettere sul selciato della piazza. Si creerebbe così un tabellone permanente con 63 maxi caselle che renderebbero unica e caratteristica la nostra piazza. Ovviamente tutto questo dovrebbe essere fatto senza eseguire opere di riqualificazione. E senza creare degli scalini in cui i pedoni possano rischiare di inciampare o scivolare”. I punti fermi quini, sono questi l’opera dovrà essere a costo ridotto, senza la necessità di rimuovere la pavimentazione e trasformare l’attuale aspetto della piazza. “Non sono il primo ad avanzare questa idea – prosegue l’assessore all’urbanistica – infatti altri protagonisti della politica cittadina, prima di me, avevano accennato a questa possibilità. Credo che ora sia possibile tornare seriamente sull’argomento. Però lo si può fare solo in un modo: cioè con la collaborazione di tutti. E’ fondamentale il coinvolgimento del Comitato organizzatore, del Magistrato delle contrade e della società civile. Non so dire come, quando me se si potrà realizzare questo progetto. Ma chi ama la città di Mortara e vive il Palio con passione come me, non può che rimanere affascinato da questa suggestione. Creare un nuovo simbolo della città, un’attrazione turistica come la piazza degli scacchi di Marostica”. Però, nonostante tutte le cautele del caso, l’assessore all’urbanistica ha dato anche un’indicazione ben chiara sulla vera “casa” del Palio. Che nella sua proposta non è piazza Silvabella, luogo in cui si è disputato il gioco negli ultimi anni. “Per quanto mi riguarda – conclude Luigi Tarantola – piazza del teatro è la cornice ideale per il gioco dell’oca. E’ abbastanza grande per me mettere delle tribune per accogliere il pubblico, cosa che non è possibile in piazza Dughera. Piazza Silvabella è meno adatta, soprattutto dal punto di vista estetico. Infine il campo sportivo non piace ad alcune Contrade, che lo hanno sempre scartato”.

Luca Degrandi