Il rock della band “Il pesce parla” calcherà il mitico palco dell’Ariston

MEDE – A settembre “Il pesce parla” (nella foto), dopo aver vinto due anni fa Rock targato Italia, calcherà il palco dell’Ariston per Sanremo rock.

Il gruppo musicale è stato costituito dal bassista 38enne Mattia Camussi, medese con origini sartiranesi e titolare di un autosalone a Mede.

“La nostra storia – spiega – parte dal 2019: negli anni precedenti suonavo nel gruppo “La vedo dura”, che si è sciolto per vari motivi. Da allora, ho cercato di rimettere in piedi un’altra formazione, ma a una condizione: cercare sì musicisti, ma soprattutto persone con cui condividere un percorso in armonia. Così mi sono rivolto ad Andrea Ettore Di Giovanni, un mio coetaneo abruzzese ma pavese d’adozione, che avevo conosciuto in un provino all’epoca del primo gruppo. Andrea, che è anche attore e drammaturgo, oggi è la nostra voce”.

Poi, grazie al classico passaparola fra amici, si sono aggiunti la 23enne pavese Marina Borlini, studentessa universitaria a chitarra e voci, e il 30enne tortonese Francesco Boggio Sola alla batteria. In poche settimane la band s’iscrive alla 31esima edizione del concorso Rock targato Italia.

“È molto strano – prosegue Mattia – perché non eravamo mai saliti su un palco: quell’esibizione è stata la nostra prima dal vivo, di fronte a quello che si può chiamare un pubblico. Alla fine, abbiamo vinto ex aequo con gli “Educta fais” guadagnandoci il diritto a una registrazione negli studi della Sony Milano: come brano abbiamo scelto Pos?”.

Nei mesi successivi, anche per il confinamento sopraggiunto causa Covid, i quattro musicisti sfornano diversi pezzi: al momento quelli iscritti alla Siae e ascoltabili su YouTube sono “Cattivik”, “Tutto uguale”, sul terremoto che ha colpito il Centro Italia nel 2016, “Pos?”, “che non è un invito all’evasione fiscale, tutto il contrario”, e “La hit dell’estate (scorsa)”.

“Le nostre canzoni – prosegue Camussi – nascono molto spesso da un riff di basso di Marina, su cui poi Andrea scrive un testo adeguato: di recente, anch’io ho provato ad abbozzare qualche brano. Alla fine dell’anno dovremmo pubblicare un album, ascoltabile su Spotify e su YouTube, in cui troveranno spazio diverse canzoni: l’obiettivo è anche la pubblicazione di un vinile”. Questo pesce “parla” solo in italiano: “Un po’ perché non sappiamo pronunciare bene l’inglese, ma soprattutto perché pensiamo che la nostra lingua sia molto musicale e adattabile anche a un testo rock”. Molti si chiedono perché “Il pesce parla”, nome senza dubbio accattivante. “In realtà, non ricordiamo, ma oggi preferiamo fornire una risposta costruita ad arte – rivela Mattia Camussi – Eravamo a una cena a casa mia. Durante la conversazione qualcuno di noi tirò fuori questa simpatica denominazione, ma nei giorni successivi nessuno si ricordava più chi l’avesse pronunciata né per quale motivo. Così oggi, a chi ci chiede una motivazione, rispondiamo che “Il pesce parla” vuole sfatare i luoghi comuni come “mogli e buoi dei paesi tuoi” e così via. Quindi anche “muto come un pesce”: grazie a noi, invece, il pesce parla”.

E ora i quattro musicisti si stanno preparando a sbarcare a Sanremo rock: le eliminatorie, le semifinali e la finale sono in programma dal 9 all’11 settembre. Parteciperanno proponendo “Come Cattivik” e, al di fuori del concorso ufficiale, avranno modo anche di esibirsi in un locale a pochi passi dall’Ariston con altri gruppi rock di tutta Italia. E al ritorno a Pavia?

“Speriamo di farci conoscere, anche se suoniamo solo per diletto perché non si vive solo con le note. Il momento non è buono perché i festival si affidano a nomi noti e i locali faticano a tirare avanti: a Vigevano la cooperativa Portalupi è ferma da mesi e a Pavia Spaziomusica ha chiuso i battenti”.

Umberto De Agostino