Il ponte sull’Agogna percorribile tra un anno: pagano Provincia e Regione, opera da 450mila euro

OLEVANO – Finalmente! Il ponte sull’Agogna sarà nuovamente percorribile tra un anno. L’annuncio è stato dato lunedì scorso, 5 ottobre, dal primo cittadino Luca Mondin e dai vertici della Provincia di Pavia: Vittorio Poma, presidente, e dalla vice presidente Daniela Bio. La strada provinciale 14 da Olevano verzo Zeme – Velezzo tornerà ad essere trafficata dal prossimo autunno. Per ricollegare le due rive dell’Agogna vengono messi sul tavolo 450mila euro: pagano Provincia e Regione Lombardia in parti uguali. Anzi la Provincia si fa carico di anticipare l’intero importo, mentre da Milano verseranno a Pavia 112.500 euro nel 2021 e la stessa cifra nel 2022.

“Come sindaco non posso che scusarmi, anche se non abbiamo una responsabilità diretta, con tutti gli olevanesi, ma posso garantire che negli ultimi 5 anni abbiamo sempre esercitato pressioni affinché si potesse mettere mano alla situazione per risolvere i grandi disagi del nostro territorio. – commenta Luca Mondin – Abbiamo condiviso questa azione con Zeme e Velezzo, dimostrando anche una certa coesione territoriale. Per questo voglio ringraziare i colleghi sindaci Massimo Saronni e Luigi Pasqualetto e i loro predecessori. E’ anche merito loro se siamo giunti a questo risultato. Questa è la dimostrazione che i risultati si possono ottenere quando un territorio è unito”. Non solo territorio unito, ma anche collaborazione tra istituzioni. E’ quanto sottolineato da Silvia Piani, mortarese assessore regionale alla Famiglia, che dalla stanza dei bottoni ha saputo far valere le istanze della Lomellina. “Avevo incontrato il sindaco Mondin subito dopo il mio insediamento proprio per risolvere questo problema. – commenta l’assessore regionale – Oggi da Regione Lombardia arriva un messaggio importante, un messaggio che testimonia l’attenzione della Regione alle infrastrutture e alla loro funzionalità. Non solo, da parte nostra c’è e ci sarà sempre attenzione verso i Comuni”.

Dopo un lustro, dunque, viene messa una toppa ad una falla che aveva già creato fin troppi disagi. Nel suo intervento, il sindaco Mondin ha fatto notare come siano stati diversi i settori toccati da questi disagi. In primis quello della sicurezza: Olevano sta sotto “l’ombrello” dei carabinieri di Zeme e questi ultimi, per arrivare ad Olevano sono attualmente costretti a passare da Castello d’Agogna. Inoltre sono stati penalizzati diversi agricoltori che lavorano “a cavallo” delle acque del torrente Agogna e un contraccolpo l’hanno subito anche le botteghe del paese, in quanto il traffico è notevolmente diminuito.

“Abbiamo dimostrato che la Provincia è attiva e concreta. – illustra Daniela Bio – E’ inutile tornare a rivangare le problematiche che sono cadute sull’ente quando è passato da Provincia alla cosiddetta Area vasta. Da quando ho assunto l’incarico di vice presidente ho potuto concretizzare molte situazioni che erano in sospeso e sono stata una gran rompiscatole, ma dovevo farlo per il territorio! Abbiamo cercato di avviare progetti di grande importanza sia per la viabilità che per l’edilizia scolastica e, proprio in queste ore, siamo presenti nelle aree colpite dall’alluvione pronti ad intervenire in tempi rapidi”. “Questo specifico intervento – aggiunge la Bio riferendosi al ponte di Olevano – arriva di fatto al termine della legislatura, ma abbiamo voluto ugualmente fare un grande sforzo per cercare di anticipare i soldi per far partire il progetto. Siamo collaborativi e propositivi, questo per cercare di dare risposte alle esigenze del territorio”.

E il progetto esecutivo arriverà tra la fine di quest’anno e l’inizio del 2021, poi ci saranno i tempi tecnici per appaltare i lavori, quindi partirà il cantiere. Con estrema prudenza è possibile credere che il ponte sarà nuovamente transitabile tra un anno. Transitabile sì, ma con dei limiti legati al peso dei mezzi in transito.

“Due anni fa, all’inaugurazione della nuova sede del museo contadino, avevo detto che se il diavolo non ci avesse messo la coda avremmo potuto risolvere prontamente il problema del ponte. Poi il diavolo ci ha effettivamente messo la coda e sono passati ancora due anni. - ha esordito Vittorio Poma – Non sono abituato a far promesse, ma ad assumermi impegni sì. E so bene che è difficile chiedere pazienza a chi continua a vivere disagi: oggi sono qui senza toni trionfalistici, ma come atto di risarcimento nei vostri confronti”. Una concretezza apprezzata dalla platea che gremiva la sala comunale: erano presenti i membri della giunta e quelli della maggioranza consigliare, ma anche quelli dell’opposizione.

“In questi anni abbiamo vissuto situazioni critiche, basta vedere il nostro territorio in che condizioni versava. - aggiunge Poma – Avevo il desiderio di finire il mio mandato facendo partire almeno il progetto e così è stato. E’ pur vero che abbiamo ricevuto contributi da Governo e Regione per i ponti principali, ma i finanziamenti erano legati agli interventi sul fiume Po e sul suo bacino idrico. La chiave di volta è stata la delibera della giunta regionale che ha permesso di sbloccare 54 milioni di euro per la messa in sicurezza dei ponti della regione”. Un maxi finanziamento erogato in sei anni: nel primo triennio alla Provincia di Pavia arriveranno poco più di 500mila euro, mentre nei secondi tre anni i quattrini in arrivo saranno più di 4 milioni di euro. “E’ vero che siamo a fine legislatura ed è quindi poco corretto dal punto di vista politico impegnare questi soldi, ma abbiamo voluto interpretare il sentimento del territorio – chiarisce Poma – Avviando il progetto siamo sicuri che nessuno potrà più toccare questi 450mila euro e Olevano potrà nuovamente essere collegata a Zeme e Velezzo”.