Il piccolo Alberto dà una lezione agli annoiati dello "state a casa"



GAMBOLO' - Tutti lo chiamano “Iron Alby”. Perché il piccolo Alberto è veramente un super eroe. Non ha bisogno di costumi con mantello o armature di ferro. Infatti la battaglia di Alberto Ferro contro la leucemia è un esempio talmente limpido e forte che dovrebbe far ammutolire tutti i “brontoloni” della quarantena. Quella schiera degli annoiati, dei sani che non sanno come occupare il tempo, forse non hanno mai pensato ai malati di tumore. Ma il messaggio lanciato nei giorni scorsi dagli stessi genitori del piccolo Alberto, Diego Ferro e Francesca Ricciadulli, è un vero pugno nello stomaco. Impossibile rimanere insensibili leggendo queste parole struggenti. “Sono 12 mesi che non ho una vita sociale, vedo solo mamma e papà e mio fratello. Se sono riuscito io a 6 anni a stare in casa per 12 mesi... riuscirete anche voi a stare a casa per qualche settimana. Non vi si chiede molto. Fatelo per i bimbi come me, per gli anziani, per la gente malata, ma soprattutto per voi!”. Parole che escono dall’anima e che toccano dritto al cuore. E che hanno un doppio significato. “Molte persone – spiega Diego Ferro – si lamentano perché non possono uscire di casa. Molti non capiscono che, oltre agli anziani, anche tanti bambini affetti da gravi malattie sono messi in pericolo dai comportamenti di chi sottovaluta i rischi legati a questo virus. Chissà quanti portatori asintomatici ci sono! Tutti dovrebbero rimanere a casa, rispettando le prescrizioni, ed evitare di rappresentare un ulteriore pericolo per sé e per gli altri”. Eppure l’atteggiamento che talvolta prevale è quello dell’eterna insoddisfazione. Si preferisce osservare la torta sul tavolo piuttosto che gustare la propria fetta. “E’ trascorso oltre un anno – continua il padre del bambino - da quel 10 marzo 2019. Quel giorno ci crollò il mondo addosso. Noi dovevamo essere forti per nostro figlio, ma lui è diventato un ometto di colpo. Da vero super eroe Alberto ha affrontato questo anno così difficile con coraggio e determinazione. Non solo è un bambino fantastico, ma è anche un fratello maggiore speciale nei confronti di Riccardo, il nostro secondogenito”. Ma non è tutto. L’emergenza Coronavirus ha stravolto gli appuntamenti con le cure settimanali alle quali si deve sottoporre Alberto al policlinico San Matteo di Pavia. “Prima della diffusione del virus – continua Diego Ferro – i cicli di cura avvenivano in day hospital quattro volte alla settimana. Ora non è più possibile. Tutto è cambiato”. Anche nella vita domestica quotidiana ci sono delle ripercussioni. “Da un anno siamo abituati a stare a casa con le mascherine e i guanti per proteggere nostro figlio. Però in questi giorni è diventato difficile trovare le mascherine. Sappiamo che ce n’è disperato bisogno negli ospedali. Aspettiamo che arrivino nuovi rifornimenti per le farmacie”.